gennaio 2008

 

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2008: l'imperativo è essere ottimisti, nonostante tutto!

L'ultimo scorcio di 2007 ha purtroppo regalato al nuovo anno uno scenario internazionale che aggiunge nuove tensioni sociali a quelle già esistenti. In Kenya, a seguito delle denunciate irregolarità delle elezioni politiche, ed in Pakistan, dove è stata barbaramente assassinata Benazir Buttho, la leader del partito di opposizione all'attuale governo.

Ambedue si trovano sull'orlo di una guerra civile; sono già centinaia i morti per le strade a causa dei disordini.

Un 2007 che a livello internazionale è stato caratterizzato dai continui massacri del terrorismo in Irak, e dalla sempre più precaria stabilità in Afghanstan tra interventi militari della coalizione con vittime civili ed attentati dei gruppi talebani.

Ma si sono verificati anche eventi positivi: tra gli altri è sicuramente importante ricordare che, grazie al ruolo fondamentale svolto dall'Italia, l'ONU ha approvato la moratoria contro la pena di morte.

Il 2007 in Italia è stato caratterizzato da una forte incertezza politica e sociale: la politica è stata accusata di essere una casta dominante ed approfittatrice.

Il comico genovese Beppe Grillo ha raccolto più di 300mila firme per ottenere l'ineleggibilità di chi è stato condannato con sentenza passata in giudicato e la reintroduzione della preferenza nel sistema elettorale. Ai GIP Forleo e De Magistris sono state avocate le indagini su presunte collusioni politiche con il mondo della finanza, la corruzione di giudici e finanziamenti pubblici.

Silvio Berlusconi ha creato un nuovo partito all'insaputa dei suoi alleati nella Casa delle Libertà.

Ma il vero elemento destabilizzante è quello sociale: il vorticoso aumento dei prezzi al consumo, il contestuale aumento dei tassi d'interesse, l'aumento delle tasse, hanno e stanno lentamente determinando nuova povertà. La classe media è destinata a scivolare verso il basso, verso la bancarotta. I salari e le pensioni non bastano più per finire il mese, le famiglie si indebitano all'inverosimile. Di contro, la ricchezza del Paese si concentra in sempre meno persone.

Pensionati e lavoratori in grosse difficoltà economiche, e come se non bastasse nel 2007 si è consumato il gravissimo incidente sul lavoro nel quale hanno perso la vita 6 operai torinesi. 

Cosa sperare per l'anno che è appena iniziato.

Sicuramente la prima attesa è che a livello internazionale la diplomazia abbia la meglio sulle guerre, e che soprattutto in Pakistan e Kenya le gravi situazioni sociali giungano ad una soluzione democratica e pacifica. La speranza deve andare anche all'Irak: che nel suo prossimo cammino si superi la tragica scia di sangue che sta pagando un intero popolo e si ricostruisca il senso ed il rispetto della vita.

Per l'Italia la speranza è che si giunga ad una svolta radicale: meno potere a banche e gruppi industriali, più rappresentatività e stabilità nelle istituzioni.

E' infatti inevitabile ritenere che lo squilibrio sociale attualmente in essere non può essere superato fino a quando questi due soggetti, banche e gruppi industriali storici dell'Italia, continueranno ad ottenere dallo Stato vergognosi aiuti, finanziamenti e leggi di favore.

Non se ne voglia nessuno se si ritiene che la casta è diventata tale in quanto servitrice ed esecutrice della volontà del potere economico. La politica in democrazia persegue gli interessi di un intero popolo. In questi ultimi 10 anni è evidente che alla democrazia abbia fatto seguito la demagogia, e che gli interessi di pochi stiano strozzando una intera Nazione.

Basta quindi con i regali ai più ricchi, e finalmente si dia esecuzione ad una equa redistribuzione del reddito, alla diminuzione delle tasse per le fasce medie e basse, vengano adottate serie politiche per la famiglia, e scelte in favore del recupero ambientale con la valorizzazione dell'utilizzo delle energie alternative.

Tutte parole queste che da anni i leader di tutti gli schieramenti politici propinano senza alcuna vergogna agli elettori.

Parole che rasentano oramai il ridicolo. E' evidente che non interessa molto a questi personaggi che la gente non arrivi più alla fine del mese con quello che guadagna, ma pensi più che altro a fare affari ed inserirsi nelle operazioni di economia e finanza per diventare anche loro potenti del denaro.

L'augurio è che tutto questo venga finalmente superato, per il bene di tutti noi.

Buon 2008!