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ottobre 2007 |
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Acli, voglia di futuro di Marianna La Barbera La celebrazione del congresso provinciale gli scorsi 14 e 15 aprile, l’elezione del nuovo presidente a fine mese : si apre per le Acli di Palermo e provincia una nuova fase. Quarantasette anni, una notevole esperienza politica maturata dal 1990 al 2001 in qualità di consigliere e assessore al Comune di Palermo, Toni Costumati è il nuovo presidente provinciale delle Acli. Un’elezione che arriva dopo quattro anni di commissariamento, resosi necessario per delicate vicende di gestione imputate alla vecchia dirigenza: un lungo periodo che lo stesso Costumati non esita a definire difficile. “Il commissariamento – spiega – è sempre un fatto traumatico e doloroso, perché implica il passaggio da una gestione di tipo democratico a una conduzione monocratica: per le Acli, che annoverano la democrazia tra le loro fedeltà, oltre al lavoro e alla chiesa, si è trattato di un fatto particolarmente traumatico”. “ In qualità di vice – commissario – continua – insieme ad Alessandro Hoffman, che ha svolto in questi anni lo stesso ruolo, mi sono trovato dinanzi a problematiche difficili da gestire, non solo sotto il profilo ideale, ma anche dal punto di vista pratico”. Non è difficile crederlo, se si pensa che, soltanto a Palermo, le Acli sono presenti con dieci circoli e, in provincia, con altri venticinque, per un numero pari a circa 3 mila iscritti: occorrerà ora confermare il buon lavoro svolto sino ad oggi e rilanciarlo ulteriormente, rimettendo in moto, a pieno regime, un sistema articolato, prevalentemente composto da attività di servizio alla persona quali il patronato, l’assistenza fiscale e tecnica, con grande attenzione al settore dell’agricoltura, e attività associative che spaziano dalla promozione sportiva e culturale, a quella ricreativa, assistenziale e all’impegno civile. Si volta pagina, dunque: un desiderio forte contenuto già nello slogan “Fedeli al futuro” che ha animato i due giorni del XXIII congresso provinciale, svoltosi presso l’Astoria Palace, a conclusione dei quali sono stati eletti i trenta consiglieri provinciali del movimento che, lo scorso 29 aprile, hanno poi eletto Costumati presidente provinciale presso la sede regionale di via Crispi. Una leadership annunciata che sancisce il ritorno alla normalità e la ripresa, a Palermo e provincia, di un cammino che vanta 61 anni di storia, ma che getta al contempo le basi per tradurre in realtà un progetto che si articola in otto punti fondamentali: famiglia, lavoro, giovani, donne, anziani, immigrati, democrazia e legalità, pace e ambiente. Sotto l’egida di un simbolo ottagonale, in cui campeggia un crocifisso, che un recente sondaggio ha stabilito essere fra quelli più immediatamente riconoscibili dagli italiani. Nel discorso pronunciato nel corso delle assise provinciali, Costumati, nel ribadire l’assoluta equidistanza delle Acli dagli schieramenti politici, ha tratteggiato un percorso ideale che, nel toccare i temi nevralgici accennati, non perde mai di vista la definizione che delle stesse Acli dette Papa Pio XII: “Cellule dell’apostolato cristiano moderno”, nel 1945. Cellule che, come assicura lo stesso presidente, occorre ora moltiplicare: l’obiettivo dichiarato è che, nel nuovo mandato, in tutti i comuni, o quasi, della provincia palermitana possa sorgere un nuovo circolo. Un successo è stato già raggiunto: la straordinaria e massiccia presenza di gente - non solo iscritti - al congresso, al quale hanno partecipato ben centonovantotto delegati di ventotto strutture di base della provincia, oltre all’ormai ex commissario provinciale Marco Livia, e l’intero stato maggiore delle Acli nazionali, dal presidente nazionale Andrea Olivero al vicario Michele Rizzi, che ha presieduto il congresso, (“un grande segnale di attenzione”, secondo i dirigenti), a quello regionale Sebastiano Arcidiacono, “al quale va attribuito il grande merito – conclude Costumati - di avere creduto nell’azione di rinnovamento e rilancio di tutte le Acli siciliane”. |
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