ottobre 2007

 

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Ceduti al Comune di Palermo i beni confiscati alla mafia

Protocollo d’intesa sottoscritto dall’Agenzia del Demanio, rappresentata da Elisabetta Spitz, il Ministero delle Finanze, rappresentato dal Vice-Ministro Vincenzo Visco, il Prefetto di Palermo, Giosuè Marino, ed il sindaco della città Diego Cammarata.

Con questo atto vengono affidati al Comune di Palermo ben 258 beni immobili precedentemente confiscati alla criminalità organizzata.

Le conseguenze del procedimento saranno importantissime: in primo luogo si snelliranno le procedure di affidamento degli immobili con la riduzione dei tempi di fruizione degli stessi da parte della comunità; in secondo luogo determinerà un risparmio stimato di circa 10 milioni di euro l’anno, cifra corrispondente alle spese di affitto che l'operazione permetterà al Comune di Palermo di non pagare più.

Il protocollo d’intesa prevede il passaggio degli immobili al Comune in tre distinti scaglioni, previsti fine settembre, fine ottobre e fine anno.

Degli immobili confiscati e ceduti al Comune sono oltre cento gli appartamenti, che, come già anticipato dal Sindaco Cammarata, saranno utilizzati per ridurre l’emergenza abitativa.

Tale azione è comunque vincolata da problemi di vario genere che riducono in modo sostanziale la portata dell’intervento: gran parte di questi appartamenti risulta occupata, o necessita di ristrutturazioni. Una piccola aliquota sarà invece immediatamente disponibile.

Il fenomeno della confisca dei beni alla mafia riguarda in gran parte la sola Sicilia; i dati forniti dal demanio parlano chiaro: sono 7.699 i beni immobili confiscati in Italia, e quasi la metà di questi, 3.471, si trova in Sicilia. Di questi, il 45% nella sola città di Palermo. Dopo l'isola, seguono la Campania (1.205 beni confiscati); Calabria (1.175) la Puglia (548); la Lombardia (542); il Lazio (332).