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gennaio 2008 |
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LERCARA FRIDDI CELEBRA I CENTO ANNI DI ATTIVITà DELLA CALTABELLOTTA ZOLFI di Marianna La Barbera “Cento anni di storia” è il titolo del libro che sabato 26 gennaio sarà presentato alle ore 10,00 presso la sede della Biblioteca Comunale “Giuseppe Mavaro” del Comune di Lercara Friddi, al civico 44 di via Vittorio Emanuele III. L’autore Gaetano Caltabellotta - che sarà presente all’iniziativa insieme al primo cittadino Gaetano Licata e allo studioso di storia locale Nicolò Sangiorgio – ripercorre, attraverso il centenario di attività dell’impresa di famiglia, un passato ricco di tradizioni, di dedizione al lavoro e di sacrifici, come è tipico delle civiltà minerarie. Lercara Friddi e la famiglia Caltabellotta, titolare dell’omonima impresa che si occupa di lavorazione e commercio dello zolfo, sono gli elementi protagonisti di un libro che costituisce anche un prezioso e valido contributo alla valorizzazione di attività antiche ma non per questo meno capaci di proiettarsi con slanci sempre nuovi nel presente e nel futuro, costituendo un forte esempio della Sicilia migliore: onesta, sana, produttiva e, soprattutto, infaticabile. La Caltabellotta Srl, fondata nel 1908 da Salvatore Caltabellotta, opera nel settore della produzione di fitosanitari per l'agricoltura. Più precisamente, produce zolfi da impiegare in agricoltura nella difesa delle piante da patologie quali l'oidio e la peronospora; da qualche anno, la società produce anche zolfi utilizzati come fertilizzanti del terreno. Negli anni quaranta, la società conobbe una fase di notevole espansione anche grazie agli sforzi del figlio Gaetano, aumentando la produzione e cercando nuovi mercati, ponendo l'attenzione sulla qualità del prodotto. Gli anni sessanta furono contrassegnati dall'utilizzo del mulino elettrico, che permise un notevole incremento quantitativo e qualitativo, con nuovi sbocchi di mercato anche nelle altre province siciliane. La chiusura delle miniere di zolfo alla fine del decennio comportò la ricerca di nuove fonti di approvvigionamento, soprattutto dalla Francia. Se a partire dagli anni ottanta si cominciò ad acquistare lo zolfo, recuperato dalla desolforazione del greggio, dalle raffinerie di petrolio siciliane, gli anni novanta furono invece, per l'azienda, quelli della svolta nella gestione. In contemporanea alla nomina in qualità di amministratore di Michelangelo Caltabellotta, oggi sessantaduenne, ebbe inizio un processo di adeguamento alle normative che entravano in vigore in materia di sicurezza sul lavoro, quali la 626 del '94 e il DPR 203/88 relativo all'ambiente, senza dimenticare le autorizzazioni ministeriali alla produzione e per la commercializzazione. Michelangelo Caltabellotta, amministratore unico dal 1991, ha dato continuità al percorso intrapreso dai propri familiari, sostenendo con convinzione i principi dell'associazionismo, promuovendo anche la nascita di un consorzio tra i produttori isolani di zolfo negli anni novanta e la conservazione della memoria linguistica attraverso la realizzazione di un glossario delle parole in uso nelle macine di zolfo a Lercara all'inizio del Novecento. Fiori all'occhiello dell'azienda sono da sempre l'attenzione e la sensibilità riguardo ai temi della sicurezza: nessun infortunio sul lavoro è mai stato registrato a partire dal 1974, anno della costituzione in forma societaria. Negli anni, operando su tutto il territorio nazionale, la Caltabellotta Srl ha contribuito non poco a diffondere il nome di Lercara, Comune un tempo noto quasi esclusivamente in Sicilia per la produzione mineraria, e successivamente salito alla ribalta anche per avere rappresentato i produttori italiani nell'ambito di una conferenza internazionale sull'importanza dello zolfo come fertilizzante, tenutasi a Cambridge, nel Regno Unito, e organizzata dall'International Fertilizer Society, alla quale l'azienda è associata, e che a sua volta fa parte del SULPHUR INSTITUTE, che ha sede a Washington e che rappresenta la massima autorità in materia di zolfo a livello mondiale. Nell'ambito della cerimonia di presentazione del libro, saranno inoltre illustrate altre manifestazioni; previsti il coinvolgimento del liceo scientifico di Lercara e la donazione, al Comune, di alcuni reperti che saranno collocati presso il museo locale, come le pietre della vecchia macina. |
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