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Energie rinnovabili: come cambiano gli incentivi
Il decreto
legislativo approvato in via definitiva dal Consiglio dei ministri del 3
marzo 2011 si inserisce nel quadro della politica energetica europea volta a
ridurre la dipendenza dalle fonti combustibili fossili e le emissioni di
CO2, nel rispetto delle direttive comunitarie che impongono all'Italia
l'obbligo di raggiungimento degli obiettivi del 17 per cento di energia
prodotta da fonti rinnovabili entro il 2020. In particolare, il decreto
legislativo prevede la definizione di un nuovo sistema di incentivi per gli
impianti da fonti rinnovabili che entrano in esercizio dal 1° gennaio
2013, differenziato per gli impianti di taglia minore e maggiore, in modo da
dare certezza ai piccoli investitori e stimolare i più grandi a soluzioni
più efficienti. A tutela degli investimenti già effettuati si stabilisce che
il ritiro dei certificati verdi prosegue fino al 2016, fissando il prezzo di
ritiro al 78% di quello massimo di riferimento. Per quanto riguarda, in
particolare, il fotovoltaico, si procederà - con decreto interministeriale -
ad una ridefinizione di criteri, parametri e quote a decorrere dal 1°giugno,
per assicurare la sostenibilità dei costi di incentivazione, scoraggiare le
iniziative meramente speculative e garantire al settore una prospettiva di
sviluppo di lungo periodo. Romani sottolinea inoltre che “il decreto è in
linea con il nostro obiettivo energetico nazionale: ridurre il costo
dell’energia per aziende e cittadini che oggi si attesta a circa +30%
rispetto agli altri paesi europei. Intendiamo raggiungerlo prima di tutto
diversificando il nostro mix energetico, promuovendo quindi la produzione da
fonti rinnovabili ed il ritorno al nucleare. |