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03/11/2007 |
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Chiudere la Favorita per restituirla alla gente di Palermo I cittadini ci scommettono: e le Istituzioni? Prende il via la raccolta di firme in favore della chiusura al traffico delle automobili di uno dei due sensi di marcia che attraversano la Favorita. Si tratta della strada che, provenendo da Mondello a Palermo, da viale Regina Margherita percorre appunto il parco la Favorita fino a raggiungere Piazza dei Leoni. Il comitato promotore ha raccolto in pochi giorni le prime 650 firme, tra le quali alcune veramente eccellenti, come ad esempio quella del Presidente della Regione Sicilia, Salvatore Cuffaro, e quella del Presidente della Provincia Regionale di Palermo, Francesco Musotto. Quando i sottoscrittori saranno più di mille, il comitato promotore dell’iniziativa chiederà un incontro con gli Assessori regionale e comunale per l’Ambiente, e depositerà ufficialmente l’istanza presso il Comune di Palermo.
Di progetti per la
chiusura e per il recupero del Parco della Favorita nel corso degli ultimi
decenni ne sono stati presentati tanti, alcuni dei quali
Come è notorio, la ex tenuta reale della Favorita si estende ai piedi del versante nord – ovest del Monte Pellegrino. Il Monte Pellegrino, insieme alla tenuta, dal 1996 formano la “Riserva naturale Orientata Regionale Monte Pellegrino”. La sue estensione è di circa 1020 ettari. I fini istitutivi della riserva naturale da parte della Regione Sicilia possono sintetizzarsi nella tutela del territorio e nella contestuale fruizione dei cittadini, nel pieno mantenimento delle tradizioni e nella promozione della ricerca scientifica. Quindi, tutelare a rendere fruibile la riserva rappresentano lo scopo primario che la Regione Sicilia deve perseguire. La città chiede con forza che si passi dall’attuale stato d’abbandono alla rivalutazione del parco, e chiede in particolare che da zona off limit (l’assenza del presidio costante ne ha determinato il degrado, con la presenza di prostitute ed altro) diventi punto di svago per le famiglie, i bambini e gli sportivi dell’intera provincia. Alcune settimane addietro dopo aver verificato il degrado del parco con un sopralluogo, gli assessori all’Ambiente di Comune e Regione (D’Azzò e Interlandi) hanno anch’essi ipotizzato la sua chiusura al traffico automobilistico. L’idea avanzata in sintesi dalla petizione sarebbe quella di chiudere il parco al traffico automobilistico, e contestualmente dotarlo del necessario presidio e controllo per la sua tutela, nonché di tutti i servizi necessari (potrebbe essere competente il Comune di Palermo) per accogliere le visite dei cittadini. Servizi igienici in più punti, servizio navetta (possibilmente con mezzo elettrico o a cavallo) interno per gli spostamenti da zona in zona dei visitatori, presenza della Pubblica sicurezza (a cavallo), punti di ristoro (affidamento ai privati?), posteggi limitrofi all’area (si ipotizzavano tra gli altri, la zona attualmente occupata dal campo nomadi di via del Fante, e la zona adiacente il cancello di ingresso da Mondello). Andrebbero strutturati specifici percorsi sportivi destinati a chi pratica la corsa, per chi va in bici, per chi ama fare lunghe passeggiate. Infine andrebbero valorizzati ulteriormente i già esistenti percorsi naturalistico – culturali all’interno del Parco di Monte Pellegrino. Inevitabile immaginare quali potrebbero essere le ricadute in termini occupazionali se mai fosse realizzato questo progetto. Servirebbero esperti, giardinieri, addetti al controllo, addetti all’assistenza ed ai servizi, accompagnatori; potrebbe essere richiesto il pagamento di un prezzo per l’ingresso, od in alternativa stabilire dei servizi essenziali gratuiti ed altri invece a pagamento. Si creerebbero opportunità anche per i privati, i quali potrebbero offrire specifici servizi (ristorazione, ecc.) Agli eventuali se non probabili pareri contrari, motivati dagli ipotetici rischi di aumento del traffico automobilistico cittadino in alcune zone della città si potrebbe fin d’ora rispondere che la strada che da piazza Leoni, attraversando la Favorita, porta a Mondello potrebbe essere destinata al doppio senso di marcia, o viceversa diventare a doppio senso quella che da viale Regina Margherita si sviluppa fino a Piazza Leoni. Vietare parzialmente o del tutto il transito delle auto all’interno della Favorita provoca, senza dubbio, un piccolo disagio a tutti i residenti e frequentatori della città di Palermo; ma la contropartita che si ottiene è di inestimabile valore: la città potrebbe finalmente godere in pieno di un parco che nulla avrebbe da invidiare al Central Park di New York, o per restare in Italia a Villa Borghese di Roma. Ma la vera questione è capire dinanzi alla voce alzata da numerosi cittadini quale sarà la risposta della politica e delle Istituzioni, consapevole della necessità di porre immediato rimedio al degrado della Favorita. Lo Statuto del Comune di Palermo prevede che istanze e petizioni debbano essere considerate se sottoscritte da almeno 1000 cittadini (di età non inferiore ai 16 anni), e le iniziative popolari da almeno 2000. L’iniziativa dovrebbe quindi raggiungere le firme necessarie per ottenere delle risposte da parte del Comune di Palermo; e, come previsto esplicitamente nel testo della petizione, sarà altresì partecipata, per competenza sulla riserva, all’Assessorato Ambiente della Regione Sicilia. |
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