gennaio 2008

 

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Augusta, Paternò, Palermo e Casteltermini: finalmente certezza sugli inceneritori.

di Angelo Lo Iacono

 

Il governo Nazionale si contraddice, e nel giro di pochi mesi cambia idea; dopo Napoli, non può rischiare nuove calamità sociali.

 

I termovalorizzatori ad Augusta, Paternò, Palermo e Casteltermini saranno realizzati senza ulteriori ritardi. Dopo le sollecitazioni della Regione Sicilia, il Governo Nazionale ha rassicurato sull’immediato stanziamento dei fondi necessari.

Ma la svolta, è inutile girarci attorno, l’hanno data gli spiacevoli fatti di Napoli. I rifiuti della Campania rappresentano un’emergenza nazionale, e la Sicilia, sembra che in tal senso abbia fatto la sua parte, rendendosi subito disponibile a riceverne una parte, per il suo smaltimento.

In realtà, la finanziaria 2008 bloccava i fondi per la realizzazione di una serie di termovalorizzatori (tra i quali anche quelli siciliani) derogando il loro finanziamento alla emissione di un ulteriore decreto.

L’impegno adesso è diventato formale, il Presidente del Consiglio Romano Prodi ha rassicurato il presidente della Regione Sicilia che lo stanziamento sarà eseguito in brevissimo tempo.

Molto bene per la Sicilia, ma non possiamo non ricordare, che soltanto 4 mesi addietro, ad ottobre 2007, erano stati i giudici amministrativi del Lazio ad impedire che un decreto Ministeriale bloccasse i primi lavori di costruzione degli inceneritori in Sicilia!

Contro il piano regionale siciliano, che prevede tutt’ora la realizzazione dei quattro inceneritori per lo smaltimento dei rifiuti, si erano schierati i Ministri dell’ambiente, dello sviluppo economico e della salute, che, con il suddetto decreto datato 13/2/2007, annullato dal TAR, intendevano sospendere la loro costruzione.

Forse ricordarlo non farà piacere ai ministri direttamente coinvolti, ma rende perfettamente l’idea di una politica che ha perso il benché minimo rapporto e rispetto della realtà sociale e civile. Fare la guerra alla Sicilia perché amministrata dal Centro-Destra, e per questo sbarrarle la strada per la costruzione dei termovalorizzatori, con il rischio di farle vivere tra qualche tempo la tragedia che vive oggi la Campania non è stato un gesto nobile; al contrario l’ennesima vergognosa conferma di una politica non all’altezza del suo ruolo.