![]() |
|
|
03/10/2007 |
|
|
|
|
|---|---|
|
Augusta, Paternò, Palermo e Casteltermini avranno gli inceneritori. Forse.
I giudici amministrativi del Lazio hanno dichiarato nullo il decreto interministeriale che aveva bloccato i lavori per la costruzione di quattro inceneritori di rifiuti in Sicilia. I Comuni interessati sono quelli di Augusta, Paternò, Palermo e Casteltermini. Il piano regionale siciliano prevede infatti la realizzazione dei quattro inceneritori da realizzare per lo smaltimento dei rifiuti, ma la strada al progetto è stata recentemente sbarrata dai ministri dell’ambiente, dello sviluppo economico e della salute, che, con un decreto interministeriale del 13 febbraio 2007, hanno sospeso la loro realizzazione per irregolarità nella procedure autorizzative. Le società titolari della realizzazione, Palermo Energia ambiente, Tifeo energia ambiente, e Platani energia ambiente hanno immediatamente presentato ricorso dinanzi al TAR del Lazio chiedendo l’annullamento di tale decreto di sospensione. I ministri autori del decreto, in prima linea il ministro dell’ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, hanno rimandato ogni commento alla prossima discussione del merito della controversia (4 aprile 2007), essendo l’annullamento disposto dal TAR Lazio un provvedimento provvisorio, disposto cautelarmente in attesa del giudizio definitivo. Sembra non vi siano dubbi rispetto al carattere politico del contrasto, ed in tal senso non sono mancati commenti da parte di politici siciliani, primo fra tutti il Presidente della Regione Sicilia, Salvatore Cuffaro, il quale ha sottolineato la strumentalità del decreto ministeriale rispetto alla evidente legittimità del progetto così come confermato dall’ordinanza del TAR.
|
|