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febbraio 2008 |
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Gli itinerari alternativi di Palermo di Fabiola D’Anna Da tempo ormai immemore la nostra città è diventata meta ambita da turisti di diversa nazionalità che numerosi si avventurano tra chiese, palazzi e mercati storici; accompagnati da guide, a volte improbabili, che propongono sempre gli stessi annosi itinerari. A parte le tappe obbligate – Palazzo Reale, Cappella Palatina, Cattedrale, Duomo di Monreale e Chiesa della Martorana – non resta molto altro da visitare… E tutto il resto? Tutte quelle bellezze che ancora oggi parlano di una storia ricca di personaggi, di una Palermo da sogno? Non è possibile azzerare tutto il bagaglio storico, artistico e culturale custodito dalla nostra città! Con questo non si intende certo dire che l’itinerario “classico” sia di serie B. Al contrario, è un ottimo percorso per fruire di testimonianze molto concrete della nostra storia e della nostra civiltà. Ma è pur vero che si tratta semplicemente di uno fra i molteplici itinerari che potrebbero snodarsi lungo le vie di Palermo. È evidente che un gruppo di turisti non può certo arrivare a conoscere la nostra città solo in 3, 4 giorni o solo attraverso un itinerario. È, bensì, altrettanto chiaro che in genere i pacchetti viaggio che includono tutto in un unico prezzo, e che vanno per la maggiore sul mercato, organizzano soggiorni che coprono un arco temporale di una settimana, dieci giorni al massimo. E in così poco tempo è quasi normale proporre il solito itinerario arabo-normanno. Ma è da considerare l’ipotesi di poter creare itinerari alternativi, non solo per i turisti ma anche per gli stessi palermitani che, in tal modo, potrebbero riappropriarsi della loro città, guardandola da nuovi punti di vista. Oltretutto, il clima tiepido e mediterraneo di cui godiamo favorirebbe la conoscenza di questi percorsi che sarebbero fruibili tutto l’anno. Questa soluzione incrementerebbe moltissimo il turismo attuale, perché i numerosi turisti in pantaloncini avrebbero ancora più foto da scattare e più cose da imparare. Verrebbe favorito anche un tipo di turismo che purtroppo Palermo quasi sconosce: cioè il turismo degli eventi. Aprendo nuovi percorsi potrebbero crearsi nuovi eventi che, se ben pubblicizzati, potrebbero diventare propulsori e attrattori di grande pubblico, quindi di turismo, quindi di grande riscontro economico. Non solo. Tutto questo permetterebbe alla nostra città di entrare a far parte del circuito delle grandi città della culture europee e diventare polo di attrazione per numerose carovane di turisti di diverse tipologie, con diverse esigenze, di età diverse che possano divulgare l’idea di una città in movimento, che guarda al futuro ma sa apprezzare il suo cospicuo passato. Il primo di questi itinerari potrebbe riguardare la città barocca e comprenderebbe i seguenti monumenti: Chiesa di Santa Teresa alla Kalsa, Chiesa di Santa Maria della Pietà, Chiesa di Sant’Anna, Chiesa di Santa Caterina, Chiesa di San Domenico, Chiesa di San Giuseppe dei Teatini, Chiesa San Francesco Saverio, Chiesa di Santa Maria in Valverde, Chiesa della Madonna dei Rimedi. Un altro percorso molto interessante e innovativo sarebbe costituito dalla conoscenza dei luoghi dei Florio, la famiglia che agli inizi del Novecento tanto prestigio ha conferito alla bella Palermo. Il percorso comprenderebbe i seguenti siti: Villa Igiea, Villino Florio, Teatro Massimo, Teatro Politeama, Tonnara Florio. Un’altra novità da scoprire sarebbero gli itinerari serpottiani: un nuovo modo per conoscere non solo innumerevoli bellezze artistiche ma anche la figura di un palermitano famoso in tutto il mondo: Giacomo Serpotta. Tra i luoghi più rappresentativi della sua arte ricordiamo: Oratorio del Rosario in Santa Cita, Oratorio del Rosario in San Domenico, Oratorio di San Lorenzo, Chiesa di San Francesco di Assisi, Oratorio di San Mercurio, Chiesa di Santa Ninfa dei Crociferi. Infine, proponiamo un itinerario “misto”, nel senso che non è un itinerario a tema, ma che racchiude importanti siti e musei che da sempre sono ritenuti rappresentativi della storia di Palermo, ma che sono tropo poco conosciuti dai turisti e, ahimè, anche dai palermitani: Villa Niscemi, Palazzina Cinese, Museo Pitrè, Villa Zito, Museo Salinas, Galleria d’Arte Moderna, Palazzo Abatellis. Tutti gli itinerari sopra riportati saranno oggetto di approfondimento nei prossimi numeri di Vivendo Palermo. Consapevoli della ricchezza di cui, insieme alla nostra città, siamo portatori, ci prefissiamo lo scopo non solo di tutelare ma soprattutto di valorizzare e diffondere quest’immenso patrimonio di cui siamo, e dobbiamo continuare ad essere, i primi custodi |
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