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19/03/2009 |
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Le due facce di Palermo Amare o odiare questa città Questa mattina circolavo in moto per le vie del centro di Palermo, ed incolonnato nel traffico automobilistico per poco non sprofondavo letteralmente in una buca profonda, senza esagerare, quasi mezzo metro. Per mia fortuna il traffico, in questo caso, rallentando la marcia della moto, mi ha preservato da una brutta caduta. Ad ogni modo è da rilavare il pessimo stato delle strade di Palermo, piene di insidie per i conducenti di automobili, moto e bici. Buche, strade deformate, asfalto distrutto, rappresentano oramai dei pericoli reali e costanti per tutti i cittadini (non solo automobilisti, ma indirettamente anche per i pedoni). Scongiurato il pericolo, soltanto pochi metri più avanti mi sono imbattuto in un signore che, carichissimo di diversi sacchettoni di plastica, provvedeva a distribuire negli appositi contenitori la raccolta differenziata di carta, plastica e vetro. Mi sono reso conto che nel giro di pochi secondi mi sono imbattuto nelle due diverse, ed alternative, facce di questa odiata ed amata Palermo. La buca, che mi ha immediatamente fatto pensare allo Stato che non c’è, al Comune che non riesce ad amministrare la città, al totale abbandono in cui versano i cittadini sia in termini di sicurezza che in termini di servizi ed assistenza. Poi, l’altra faccia di Palermo, che nonostante questo scenario estremamente preoccupante, è rappresentata da quelli che continuano a lavorare per la crescita, per il miglioramento, per la civilizzazione di questa città. Pur nella consapevolezza degli enormi problemi che attanagliano inesorabilmente il Sud Italia, Palermo compresa, è nella parte buona di questa città che dovremmo riconoscerci ed accomunarci. E’ da questa che dovremmo prendere spunto ed esempio per sperare che il futuro possa chiamarsi in modo totalmente differente dell’attuale incredibile presente. |
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