12/12/2010

 

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Lo sterile scontro politico che fa male al Paese

La scena politica italiana non è destinata a mutare la propria sostanza. Il tanto clamore determinato dalla scissione di Fini dal PDL altro non può rappresentare che l'ennesimo filone rivolto al mantenimento dei privilegi e del potere da parte dei soliti ben noti.

Risulta infatti abbastanza chiaro che nessuna delle forze politiche presenti in parlamento abbia veramente a cuore i problemi della gente.

Sono lotte interne ad una elitè, che si compone di frange opposte, ma facenti parte integrante, l'una e l'altra, dello stesso contesto politico, oramai irrimediabilmente compromesso dalla corruzione, dai privilegi, dalla incapacità di comprendere, affrontare e risolvere i problemi reali della società.

Basti un solo esempio su tutti, la legge elettorale.

E' noto che oramai sono anni che gli italiani non esprimono preferenze per le elezioni politiche.

Vige nella sostanza il cosiddetto leaderismo, ovvero, pochi uomini, capi carismatici delle opposte fazioni decidono a tavolino che deve essere eletto.

Ebbene, la gente ha manifestato, tra l'altro con un referendum incredibilmente "archiviato" dalle Istituzioni, la voglia di ritornare ad un sistema più democratico e più legale basato sulle preferenze, ma la politica che fa? Ritorna a parlare di riforma della legge elettorale, ma non nel senso voluto dalla gente, bensì nelle forme più consone per determinare continuità a questa classe dirigente.

IL Centro - Destra ha governato negli ultimi tre anni dando priorità assoluta alle questioni riguardanti il presidente del Consiglio Berlusconi, i suoi problemi giudiziari, il conflitto d'interessi.

Solo un partito della coalizione di governo ha cercato di dare risposte al proprio elettorato, la Lega. La risposta, è ben noto, si chiama federalismo, e rappresenta la soluzione sostanziale, così come è disegnata per ora la sua realizzazione, ai problemi dell'Italia: il Nord che si stacca dal resto del Paese, il Nord che si salva, anzi si impone come modello vincente e dominate d'Europa, ed il resto dell'Italia abbandonato al proprio destino fatto di degrado, di ingovernabilità, di assenza di mercato, di mancanza di infrastrutture.

Eppure, gli storici lo sanno, l'unità d'Italia è stata pagata a duro prezzo proprio dal Sud, screditato e sfruttato dai governi susseguitisi nei nostri 150 anni di storia, poco strutturato se non nel ventennio fascista.

Insomma, gli addetti ai lavori sanno che le fortune attuali del Nord sono il risultato della politica scellerata che ha reso sempre più distanti le due Italie.

Scellerati soprattutto i politici locali che in cambio di denaro, poi utilizzato malamente, hanno barattato la costruzione di infrastrutture e il finanziamento delle reti di mercato al Nord.

E' stata colpa, ed è oggi colpa, della classe dirigente siciliana, senza distinzione di appartenenza politica e sociale. Tutti responsabili.

Il modello pubblico degli enti locali siciliani è uno dei simboli di questa incredibile inettitudine. Inefficienza, assenza di trasparenza, illegalità radicata all'interno delle Amministrazioni pubbliche.

Come se non bastasse la piaga della criminalità dilagante.

E senza mettere in conto la questione che deve essere inquadrata come non solo locale, ma ben più ampiamente nazionale, della perdita dei posti di lavoro, della politica corrotta e compromessa, la quale di fronte alla crisi economica mondiale pensa soltanto ad accumulare per se stessa più che a pensare per il Paese.

E' il modello d'altra parte che lo evidenzia. Non esiste più il principio delle legge uguale per tutti, bensì il ritorno primordiale alla regola del predominio del più forte.

Un modello oramai acquisito dalla nostra società individuale, a tal punto da riempire la cronaca di episodi di violenza e di prevaricazione, basati dalla consapevolezza che è così che bisogna fare per affermarsi nella vita.

D'altra parte sembra che alla base di tutto vi sia il ricatto sulla assenza di integrità morale.

Sembra che ognuno abbia da nascondere qualcosa, ognuno abbia il proprio scheletro nell'armadio, ognuno nella sua vita abbia fatto qualcosa di illegale, di ingiusto, di immorale.

A noi non pare proprio il caso di generalizzare. Di gente onesta che non ha nulla da nascondere per fortuna ce n'è ancora molta, anche se per il momento si sente difficilmente rappresentata da questa classe politica.

Ma questa ultima considerazione è ancora poca cosa per rappresentare una valida alternativa al sistema sociale e politico che attualmente mina il futuro delle nostre vite.

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