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17/12/2010 |
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Modificata la legge 104/1992
Varie modifiche alla
disciplina dei permessi per l’assistenza alle persone con gravi disabilità
sono introdotte nell’ordinamento dalla L. 183/2010 entrata in vigore il 24
novembre 2010. È stata parzialmente innovata la disciplina dettata dalla
Legge n. 104/92, e dal decreto legislativo n.151/01. Tra le principali
novità: restrizione dei soggetti legittimati a fruire dei permessi;
eliminazione del requisito della convivenza; decadenza nel caso di
insussistenza dei requisiti; istituzione della banca dati presso il
Dipartimento della funzione pubblica. Due circolari, del Dipartimento della
Funzione Pubblica (n. 13 del 6 dicembre 2010), e dell’INPS (n. 155, del 3
dicembre 2010) chiariscono le nuove norme. Con la nuova norma la
legittimazione alla fruizione dei permessi per assistere una persona in
situazione di handicap grave spetta al coniuge e ai parenti e affini entro
il secondo grado. La nuova disposizione menziona espressamente il coniuge
tra i lavoratori titolari della prerogativa; si passa inoltre dal terzo al
secondo grado di parentela. È prevista un’eccezione per i casi in cui i
genitori o il coniuge della persona da assistere abbiano compiuto i 65 anni
di età o siano anch’essi affetti da “patologie invalidanti” oppure siano
deceduti o “mancanti”: in tali casi la legittimazione alla titolarità di
permessi è estesa anche ai parenti e affini entro il terzo grado.
L’espressione “mancanti” deve essere intesa non solo come situazione di
assenza naturale e giuridica (celibato o stato di figlio naturale non
riconosciuto), ma comprende anche ogni altra condizione ad essa
giuridicamente assimilabile, continuativa e debitamente certificata
dall’autorità giudiziaria o da altra pubblica autorità, quale: divorzio,
separazione legale o abbandono. Il concetto di “patologia invalidante”
consente l’estensione dal secondo al terzo grado di parentela o affinità.
Possono considerarsi invalidanti: le patologie acute o croniche che
determinano temporanea o permanente riduzione o perdita dell'autonomia
personale; le patologie acute o croniche che richiedono assistenza
continuativa o frequenti monitoraggi clinici; le patologie acute o croniche
che richiedono la partecipazione attiva del familiare nel trattamento
sanitario. |
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