30/05/2010

 

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Nasce  l'associazione “Fare Sicilia Insieme”:

un punto di incontro tra cittadini e amministrazione

  di Matteo Volpe

Combattere l'ignoranza, la disoccupazione, il degrado, la cattiva gestione della politica e ogni forma di sottocultura  che alimenta la criminalità: sono questi gli ideali dell'associazione “Fare Sicilia Insieme”, presieduta da Giuseppe La Barbera.

“L'associazione -  spiega il presidente -  nasce da un'esigenza precisa: in questo periodo, forse uno dei più bui della storia della Sicilia e non solo,  occorre restituire ai cittadini, al di là del loro orientamento politico, il ruolo di protagonisti nei processi decisionali che coinvolgono tutti i settori della società, dalla cultura all'igiene urbana”.

Un obiettivo ambizioso, che l'associazione intende perseguire ponendosi come intermediario tra il popolo siciliano e le istituzioni: delusi e turbati dall'improduttiva e inefficace gestione del territorio, i cittadini rivendicano la possibilità di interagire con chi amministra, e “Fare Sicilia Insieme” vuole rappresentare  una possibile  risposta a tali legittime istanze.

I cittadini sono visibilmente stanchi di una classe politica che lotta soltanto per il mantenimento della propria posizione di potere, senza occuparsi dei problemi concreti della nostra bella isola - continua il presidente - inoltre,  è forte lo sdegno della collettività verso coloro che, pur dinanzi a manifesti errori  commessi  anche nell’ ambito  della propria vita privata, non vogliono abbandonare il loro ruolo di responsabilità all'interno dell'amministrazione”.

Un disagio diffuso che “Fare Sicilia Insieme” si propone di raccogliere intervenendo anche nella quotidianità: ecco perché , al suo interno, nasce in maniera quasi naturale lo “sportello delle piccole cose”, che permette al cittadino di fare riferimento all'associazione per segnalare necessità, proposte, suggerimenti.

Inoltre “Fare Sicilia Insieme” si è dotata di un vero e proprio codice etico, fissando così  la propria totale equidistanza da qualsiasi orientamento partitico e riconoscendo il pluralismo culturale e politico come parte determinante della vita democratica: al di là di condizioni personali quali  genere, età, confessioni religiose e preferenze sessuali, a tutti deve essere garantito il diritto di esprimere liberamente le proprie proposte al servizio della società.

Particolare interessante è anche il fatto che, come recita l'articolo 6 del codice, gli iscritti all'associazione devono rinunciare o astenersi dall'assumere cariche pubbliche che possano determinare eventuali conflitti di interessi.

L'organizzazione interna della struttura associativa  prevede una divisione in dipartimenti con altrettanti responsabili alla guida:  Cultura (Pierluigi Aurea) , Comunicazione (Marianna La Barbera) , Politiche Sociali (Grazia Grippaldi e Nunzia Sgadari), Turismo ( Alessandra Campagna)  e Vivibilità cittadina  (Massimo Brizzi).

Ultimamente, in seguito ad un servizio mandato in onda da Striscia la Notizia,  a cura di Stefania Petyx, è emersa la vicenda dell'attribuzione dei beni appartenuti alla mafia a Palermo: molti di essi sono finiti nelle mani di associazioni fantasma  o di dubbia estrazione.

“Fare Sicilia Insieme” è scesa in campo, non nascondendo lo sdegno determinato dalla mancata destinazione delle abitazioni a cittadini di Palermo: Ci siamo sentiti derubati della nostra dignità e del nostro orgoglio  - dice il presidente - la guerra contro le mafie è stata e continua ad essere combattuta da tutto il popolo siciliano e nessuno può permettersi di truffare la Sicilia, derubandola  di una sua vittoria.”

Dal 5 al 7 maggio scorso  in via Generale Magliocco a Palermo, infatti, l'associazione ha allestito una raccolta firme per dire no all'assegnazione dei beni confiscati alla mafia e alla criminalità organizzata a soggetti non palermitani o non siciliani; un’iniziativa che procede con grande riscontro da parte dei cittadini  e che si concluderà con la presentazione delle firme al sindaco di Palermo, Diego Cammarata, affinché vengano cambiati i criteri di attribuzione, privilegiando in primis le vittime dirette della mafia.

“Non è tollerabile- continua La Barbera- che i beni confiscati alle mafie vengano destinati a chi non ha nulla a che spartire con le strenue lotte che, da decenni, tanti palermitani e siciliani conducono per affermare il principio della legalità: crediamo pertanto che il pieno diritto di usufruire di questi beni appartenga innanzitutto ai cittadini che hanno subito sulla loro pelle la realtà della pressione mafiosa”.

“Se è vero che un'associazione non può e non deve sostituirsi alle istituzioni -conclude il presidente - è altrettanto vero, però, che essa può contribuire a colmare le distanze e a stimolare il dibattito, ribadendo, con tutti gli strumenti, che il cittadino è l'unico soggetto titolato alla sovranità; l'associazione è infatti aperta a chiunque sia animato da volontà, serietà, trasparenza e dal desiderio di confrontarsi con gli altri: solo in questo modo è possibile  affrontare e magari risolvere qualsiasi problematica, insieme”.

Chi volesse saperne di più sulle attività dell’ associazione, può consultare il sito web www.faresiciliainsieme.it.