05/03/2008

 

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Palermo, capitale euromediterranea dell’omeopatia

di Maria Grazia Sclafani 

 

 

Si è svolto a Palermo, presso i locali dell’Orto Botanico, il primo congresso nazionale di medicina integrata e discipline bio – naturali.

L’evento, dal titolo “Quando la natura cura”, è stato organizzato e promosso dalla scuola di Medicina Integrata di Palermo con l’obiettivo di divulgare efficacemente la conoscenza delle cure cosiddette “non convenzionali”, avvicinando a queste discipline nuovi professionisti e fornendo, al contempo, validi aggiornamenti agli operatori del settore per migliorarne le competenze specifiche e le conoscenze.

A disegnare la mappa dell’utilizzo delle terapie non convenzionali, con le quali si indicano comunemente tutte le cure alternative alla medicina scientifica occidentale, sono stati invitati esperti nazionali e internazionali.

L’evento, patrocinato dal Comune e dalla Provincia Regionale di Palermo, è stato coordinato dal dottor Giuseppe Scaglione, ginecologo oncologo presso l’Ospedale “Maurizio Ascoli” e omeopata, che spiega: “Abbiamo organizzato il congresso per rispondere ad una domanda di informazione crescente, nel nostro Paese come in tutti i Paesi occidentali più in generale, relativa ai trattamenti complementari rispetto a quelli proposti dalla medicina tradizionale”.

“È sempre più forte e sentita – aggiunge – la necessità di fornire dati chiari, adeguati e ben documentati dal punto di vista scientifico, ad un pubblico oggi più che mai attento ai temi della salute e del benessere psico- fisico: sono sempre più numerose, infatti, le persone che ricorrono all’omeopatia soprattutto per fare fronte a disturbi e malattie di non grave entità”.

Nove milioni soltanto nel nostro Paese, secondo quanto emerge da uno studio condotto dall’Istat, che ha analizzato statisticamente le abitudini “mediche” degli italiani.

Erbe, medicine omeopatiche, agopuntura, tecniche di rilassamento e di respirazione sono spesso usate per arginare anche gli effetti indesiderati di gastriti, allergie, stanchezza, stress di vario genere.

L’omeopatia, come è stato più volte affermato nel corso del congresso, non è sicuramente in grado di curare tutte le malattie, ma di certo può curare tutti i pazienti: secondo i dati divulgati durante i lavori, ben il 16% della popolazione ricorre con una certa regolarità ai trattamenti non convenzionali.

Insieme ai vecchi rimedi della nonna, è l’omeopatia, attualmente, a registrare il maggior numero di discepoli, al punto da essere utilizzata dall’8,2% degli italiani.

Essa si rivela particolarmente utile nell’affrontare diverse tipologie di malessere, perché in grado di agire con rimedi specifici sia sul sintomo che, con rimedi costituzionali, anche sul cosiddetto terreno nel quale si sviluppa la malattia; questi ultimi, però, devono essere individuati caso per caso dal medico esperto dopo una diagnosi personalizzata.

Il congresso ha coinvolto, tra gli altri, numerosi amministratori ed esponenti, sia nazionali che regionali e locali, del mondo politico e istituzionale, quali il deputato dei Verdi Massimo Fundarò.

“Riteniamo – ha ribadito Scaglione, presidente del congresso – che sia giunto il momento di fare il punto sull’attuale situazione normativa e sviluppare proposte finalizzate al pieno riconoscimento delle medicine non convenzionali”.

In Italia, in effetti, la situazione dal punto di vista legislativo è lacunosa. Alcune Regioni, come la Toscana, dispongono di un piano per le medicine non convenzionali, ma nel resto del Paese nulla è stato fatto.

“Il grande numero dei pazienti – spiega ancora Scaglione – pone in Italia due fondamentali esigenze, informazione e formazione: sotto il profilo della prima, i pazienti hanno il diritto di essere edotti correttamente tanto sul tipo di cura che viene loro proposta quanto sul medico o farmacista che la suggerisce”.

“Formazione – continua – significa invece che sia i medici che i farmacisti devono essere opportunamente competenti nel campo delle medicine non convenzionali, e in tal senso la scuola di Medicina Integrata di Palermo intende farsi carico di queste richieste organizzando corsi rivolti a medici e farmacisti”.

“Durante gli anni della mia lunga vita professionale – aggiunge – mi sono reso conto che essere bene informati è un diritto – dovere dei nostri pazienti: spesso però questo diritto è stato negato dalla superficialità, dalla fretta e dalla mancanza di sensibilità diffuse”.

La scelta di Palermo quale sede del primo congresso nazionale non è stata affatto casuale: la prima accademia omeopatica, infatti, fu fondata in città nel 1844.

Con la sua istituzione, il capoluogo siciliano divenne l’unica città italiana nella quale, per quasi vent’anni, coesistettero due università mediche concorrenti, con pari dignità legale.

Il congresso ha senza dubbio contribuito, anche sotto il profilo della valenza culturale, a favorire l’incontro e l’integrazione tra cure diverse, accomunate dall’obiettivo di migliorare la salute e il benessere dell’individuo, e a restituire alla città il ruolo di capitale nazionale ed euromediterranea dell’omeopatia.

L’impegno legato alla medicina integrata, l’umanizzazione e la personalizzazione degli interventi, la riduzione degli effetti collaterali e la promozione di stili di vita più salubri non si esauriscono certo con la chiusura del congresso, perché “il successo riportato in questa prima edizione – chiarisce Scaglione che, oltre a fare parte del corpo docenti della Scuola di Medicina Integrata di Palermo, insegna anche presso il CISDO, Centro Italiano Studi e Documentazione in Omeopatia – ci incoraggia a proseguire su questa strada”.

Il prossimo traguardo della Scuola di Medicina Integrata sarà l’apertura di un ambulatorio di medicina non convenzionale presso il reparto di Oncologia dell’ospedale “Maurizio Ascoli” di Palermo, per rendere fruibili le cure a tutti i pazienti che ne faranno richiesta.

Particolare attenzione, nello specifico, sarà dedicata alle terapie complementari alla medicina convenzionale, finalizzate a controllare e alleviare gli effetti indesiderati dei trattamenti antitumorali quali nausea, dolore, stanchezza e stress.

L’ambulatorio punterà quindi a elaborare e diffondere presso i pazienti oncologici e i loro congiunti, informazioni sugli studi clinici e sui trattamenti complementari per migliorare la condizione di chi sopravvive al cancro, con tutte le problematiche ad esso connesse. Per informazioni, è possibile contattare Giuseppe Scaglione al numero

335.5342015 oppure inviare una mail all’indirizzo info@giuseppescaglione.it.