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ottobre 2007 | |
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Pizzo Sella: che fare? di Maria Grazia Sclafani
A porre l’interrogativo è l’Ordine degli
Architetti Paesaggisti, Pianificatori e Conservatori della provincia di
Palermo, che lancia un concorso internazionale di idee per riqualificare “la
collina del disonore”
Salvaguardare, recuperare
e valorizzare quella che è tristemente conosciuta
come la “ collina della vergogna”. E’ questo l’ambizioso obiettivo che si
pone il concorso internazionale di idee “Pizzo Sella: che fare?” per la
riqualificazione paesaggistica, urbanistica ed architettonica del
promontorio, presentato alla stampa lo scorso venerdì 12 ottobre, presso la
sede dell’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori
della provincia di Palermo.
Il concorso, coordinato dall’architetto
Giuseppe Monteleone, dal pianificatore junior Andrea Profeta, responsabili
del settore “Governo del territorio” e dall’architetto L’iniziativa prende spunto dalla “ Convenzione Europea del Paesaggio”, ratificata dall’Italia e, in particolare, dall’obbligo assunto dagli Stati aderenti di perseguire l’obiettivo della qualità paesaggistica attraverso opportune azioni di pianificazione per la salvaguardia, il recupero e la valorizzazione dei paesaggi. In attuazione della convenzione, l’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori di Palermo ha bandito il concorso, che pone infatti particolare attenzione al ripensamento e all’organizzazione di un importante spazio urbano sottratto abusivamente alla città. La riqualificazione di Pizzo Sella, come momento di recupero dell’immagine urbana, è una difficilissima sfida progettuale che pone all’attenzione internazionale la volontà locale di un popolo di rinnegare un recente passato e di voltare pagina verso un futuro migliore, da costruire a partire dalla consapevolezza che Palermo è capitale, guida e riferimento per l’intera Sicilia anche in ambito urbanistico.
“In una città funestata da frequenti e preoccupanti
fenomeni di abusivismo, caratterizzata da una politica urbanistica incapace
di procedere pari passo con i mutamenti sociali e priva di un disegno
unitario - dichiara il presidente dell’Ordine degli Architetti di Palermo
Raffaello Frasca - si è reso necessario, oggi più che mai, intraprendere un
percorso virtuoso, partendo dall’analisi critica dei fallimenti del passato
e sollecitando un dibattito che ponga in evidenza, oltre alle problematicità
vigenti, anche le possibili strategie di trasformazione qualitativa della
città.”
Il concorso ha quindi lo
scopo di individuare, attraverso un masterplan, modalità dettagliate ed
articolate, utili a prefigurare soluzioni affinché il capoluogo si
riappropri di un milione di metri quadri di collina scoscesa e rocciosa,
sottoposta a vincolo idrogeologico, paesaggistico e boschivo, lottizzata
abusivamente tra il 1978 ed il 1983 in una zona destinata a verde agricolo,
oggi corredata da opere d’urbanizzazione primaria quali strade e servizi a
rete. Il progetto,
La disciplina del progetto d’architettura diventa, quindi, il solo ed unico strumento per la definizione dell’ identità di un luogo e costituisce allo stesso tempo, un elemento che nutre la consapevolezza del vivere, del fruire e dell’abitare la città. “Particolare attenzione dovrà essere data ai temi della sostenibilità integrata nei processi di trasformazione che inducono la dimensione politica, sociale e culturale della città, alla reintegrazione del verde e all’uso di materiali e alle tecniche eco-compatibili”, dichiara Andrea Profeta, “ così come dovranno essere prese in considerazione le analisi tecniche generali dell'ecologia come qualità dell'aria, inquinamento acustico, qualità dell'acqua e microclima”. “Bisognerà continua - porre attenzione allo studio dei percorsi, all'arredo urbano e a tutto ciò che si possa ritenere necessario al fine di poter meglio definire le relazioni con l'insieme delle aree circostanti le zone d’intervento” Occorre, quindi, prendere ad esempio altre città europee e fare tesoro delle esperienze raccolte dai colleghi italiani e non, per costituire un modello riconosciuto di città che, attraverso le decisioni strategiche di una buona politica amministrativa, esalti il ruolo degli architetti, per una migliore e condivisa qualità delle realizzazioni, dalla progettazione di spazi urbani alle singole costruzioni. “Siamo consapevoli che il tema trattato è molto complesso - spiega l’architetto Emanuele Nicosia - poiché investe sia l’interesse pubblico che quello dei privati: risulta pertanto fondamentale capire sino a che punto la necessità di riqualificare uno spazio possa frenare le pressioni esercitate dall’imprenditoria immobiliare, mitigandone allo stesso tempo le possibili ripercussioni negative”. Il concorso “ Pizzo Sella: che fare?” è il primo di una serie di iniziative che il consiglio dell’ordine ha individuato con l’obiettivo di intraprendere un percorso culturale di elaborazione dei temi più importanti relativi all’ambito urbano della nostra città;. altre tre, infatti, saranno le tematiche che verranno trattate con altrettanti concorsi di idee. Dopo la collina di Pizzo Sella sarà la volta delle borgate storiche, del lungomare, il cosiddetto “waterfront” e del centro urbano, ambiti diversi ma accomunati dallo stesso disegno unitario di sviluppo del tessuto cittadino.
La segreteria del
concorso è stata istituita presso l’Ordine degli Architetti, Pianificatori,
Paesaggisti e Conservatori della provincia di Palermo, in piazza Principe di
Camporeale 6; per informazioni, è possibile contattare il numero 0916512310
oppure inviare una mail all’indirizzo concorsopizzosella@libero.it. |
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