29/05/2011

 

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Politica italiana al collasso

La maggioranza politica che governa l’Italia, PDL, Forza del Sud e Lega, sembra non sia più in grado di andare avanti. Negli ultimi giorni si sono consumati fatti che rendono precaria ed inimmaginabile qualsiasi previsione. Ovviamente le elezioni amministrative, senza dare particolare peso ai risultati di Milano e Napoli, hanno rappresentato l’elemento più invasi della attuale crisi, ma in realtà hanno pesato fortemente anche le più recenti esternazioni di Silvio Berlusconi, il quale ha disinvoltamente accusato la giustizia italiana a diversi rappresentanti di altri stati, primo fra tutti il presidente degli USA, Obama. Incredulità ed imbarazzo dunque sulla scena internazionale, dove l’Italia perde inevitabilmente credibilità. Ma i danni più immediati il Governo li ha incassati in casa, dove alcuni Sottosegretari, in conseguenza di queste esternazioni, hanno rimesso il proprio mandato.

I rapporti tra PDL e Lega non sono più idilliaci come una volta, le esigenze di partito adesso divergono fortemente, senza parlare dell’impossibilità di far coesistere i leghisti con Forza del Sud.

Insomma, la coalizione di governo si sta sgretolando irrimediabilmente senza che però si possa immaginare una valida alternativa politica.

Il caos politico che caratterizza questa stagione si complica fortemente perché la crisi sta determinando disagi sociali sempre più pressanti ed ingestibili.

Da tutte le regioni si stanno sollevando contestazioni a cause del mancato intervento in favore di diverse categorie in difficoltà (agricoltori della Sardegna, Metalmeccanici di tutta Italia), ma soprattutto per la sempre più massiccia perdita di lavoro di interi pezzi produttivi o pseudo tali. Certo non sarà indolore, tanto per fare un esempio, la messa in mobilità in Sicilia per centinaia di dipendenti.

La politica si è chiusa in se stessa, riesce soltanto a garantire se stessa, taglia risorse perché obbligata dal forte indebitamento, ma a pagare sono sempre le categorie più deboli, mentre i potenti e le caste continuano a vivere nella ricchezza che in realtà non potrebbero più permettersi.

Forse il primo segnale che oggi dovrebbe dare lo Stato dovrebbero essere proprio questo: imporre l’austerità ai politici, ed ai rappresentanti della Pubblica Amministrazione, con tagli di stipendi, bonus e benefit.

E chissà, forse, cambiando questa fase leaderistica estremistica, molti professionisti della politica potrebbero ritrovare il vero senso del proprio mandato, affrontare i problemi della gente.

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