![]() |
|
|
ottobre 2007 |
|
|
|
|
|---|---|
|
Quando la laurea diventa un handicap occupazionale di Marianna La Barbera Ancora una volta, è l’associazionismo, in Sicilia, a colmare le lacune delle istituzioni, come nel caso della nuova realtà “Laureati dimenticati”, che annuncia una battaglia precisa : rivalutare l’importanza sociale del laureato e promuovere il ripristino dei concorsi pubblici. I numeri parlano chiaro: in Italia, il tasso di occupazione dei giovani laureati è in assoluto il più basso dell’Unione europea, con una percentuale del 50,2%, inferiore di oltre venticinque punti alla media dei Paesi comunitari. I dati diventano ancora più allarmanti nel caso della Sicilia, dove, secondo quanto emerge dall’ultimo rapporto dell’Istat sul mercato dei lavoro, i giovani laureati siciliani inoccupati a tre anni di distanza dal conseguimento del titolo, si attesterebbero intorno al 24,6% contro il 12,5% a livello nazionale, con un’incidenza più forte della componente femminile. Proprio a Palermo, dove la disoccupazione – non solo giovanile - tocca purtroppo ancora punte elevatissime, si è recentemente costituita l’associazione “Laureati dimenticati”, presieduta da Antonella Cucchiara, trentacinquenne avvocato. Presentata lo scorso 14 aprile presso la sede dell’Associazione Piccole e Medie Imprese, l’associazione si propone di diventare un vero e proprio movimento, mantenendo tuttavia le distanze da qualsiasi forma di strumentazione politica. “I laureati – spiega Cucchiara – rappresentano una sorta di esercito “fantasma”, che è giunta l’ora di rendere visibili agli occhi di tutti, affinché possano rivendicare i propri diritti”. Quello dei diritti e delle opportunità negati, è , non a caso, uno dei temi trainanti dell’associazione, il cui obiettivo principale, è ovviamente, quello di favorire e promuovere l’inserimento occupazionale stabile nel mondo del lavoro dei soggetti in possesso di laurea, un titolo che, paradossalmente, si traduce non di rado in uno svantaggio: da più di un decennio, infatti, nelle pubbliche amministrazioni, non si bandiscono più concorsi riservati ai laureati, sempre più condannati alla dipendenza economica dai nuclei familiari d’origine e sempre più a rischio d’indigenza. In simili condizioni, la programmazione di un futuro diventa un lusso che quasi nessuno può permettersi: “Ecco perché - rincara la dose Cucchiara – occorre rilanciare con forza la figura del laureato come capitale umano pregiato e come soggetto immediatamente spendibile sul territorio siciliano, sottraendolo al rischio di esclusione sociale al quale è stato fortemente esposto nell’ultimo decennio”. Gli iscritti all’associazione sono attualmente centocinquanta ma c’è da scommettere che il numero sia destinato a lievitare in breve tempo: basti pensare che, ogni anno, sono ben 18 mila i laureati proclamati in Sicilia e che oltre 4.400 sono costretti ad emigrare per trovare lavoro. Chi volesse iscriversi all’associazione, può ritirare la modulistica presso la sede dell’Associazione Piccole e Medie Imprese, invia Gabriele Bonomo 4, a Palermo, inviare comunicazioni all’indirizzo di posta elettronica laureatidimenticati@libero.it, oppure contattare il numero 320.6715084. |
|