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03/11/2007 |
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Risorse idriche a Palermo Il servizio idrico integrato della città di Palermo è gestito da parecchi anni dall’AMAP S.p.A. E’ noto come la questione dell’acqua in Sicilia, ed a Palermo in particolare, rappresenti da sempre uno dei problemi più antichi e difficili da risolvere. Ma è altrettanto vero che, da alcuni anni, i disagi sembrano essere diminuiti significativamente: pur persistendo talune problematiche, la gestione del servizio idrico è riuscita a garantire la necessaria continuità di fornitura a quasi tutte le utenze cittadine. Per soddisfare le esigenze idriche della città, l’AMAP utilizza le risorse provenienti da quattro invasi artificiali (Scanzano, Piana degli Albanesi, Rosamarina e Poma) da quattro sorgenti (Gabriele a Palermo, Presidiana a Cefalu’, Risalaimi a Misilmeri e Scillato sulle Madonie), da quattro derivazioni fluviali (Imera, Oreto, Jato ed Eleuterio) e da ventinove pozzi. L’acqua viene trattata in quattro impianti di potabilizzazione, riversata in nove grandi serbatoi che circondano la città, quindi distribuita alla città di Palermo. L’Azienda, inoltre, nel capoluogo gestisce il servizio fognario e il servizio di depurazione. L’AMAP distribuisce acqua potabile anche ad alcuni comuni della Provincia. Attraverso l’acquedotto Jato, l’azienda di via Volturno eroga acqua a Capaci, Carini, Cinisi, Isola delle Femmine, Partinico e Terrasini. Attraverso l’acquedotto Scillato, invece, i comuni di Bagheria, Casteldaccia, Santa Flavia, Villabate, Ficarazzi e Sciara. Grandi miglioramenti, in termini di fornitura del servizio, si sono registrati attraverso la sistemazione di parecchi chilometri di nuove condotte di acqua. Il management dell’azienda, oltre a concentrare gli sforzi per migliorare le condotte dell’acqua, sia in termini di manutenzione che di nuova rete posata, ha determinato una strategia ben più vasta, ampliando la struttura con nuovi serbatoi, ma anche riorganizzando e perfezionando i siti già in dotazione. L’attività dell’azienda, tuttavia, non si esaurisce con il servizio di fornitura; è bene ricordare che esistono correlazioni importantissime per la salute pubblica e per il monitoraggio territoriale delle risorse. L’AMAP si occupa della captazione e della adduzione delle risorse idriche, della potabilizzazione e distribuzione per usi civili, della depurazione delle acque reflue, della fognatura e dello smaltimento delle acque meteoriche, quindi dell’affinamento dei reflui per il riuso.
Presidente, gli ultimi 3 anni hanno visto l’AMAP realizzare parecchi chilometri di nuove condutture (quasi 400 chilometri), ed oggi centinaia di famiglie possono finalmente essere fornite dell’acqua in via continuativa. E’ un bellissimo risultato. “E’ una delle conferme che il lavoro paga. La nostra rimane un’azienda al servizio del cittadino, cerchiamo di offrire delle prestazioni in grado di soddisfare le esigenze di tutti. L’acqua è un bene troppo prezioso ed importante, di questo bisogna sempre tener conto”. Negli ultimi mesi, a causa del caldo estivo (quest’anno ben al di sopra delle medie stagionali) alcuni invasi (il Poma) hanno registrato un’alta percentuale di presenza di manganese; ciò ha determinato alcune difficoltà sull’erogazione dell’acqua ad alcuni comuni della provincia, ma l’AMAP ha dimostrato in più occasioni, precisione nelle azioni di intervento ed immediatezza nel dare l’informativa alle comunità coinvolte. “Tutto ciò rientra nei servizi che offriamo ai cittadini. I nostri utenti non possono e non devono pagare le conseguenze di un clima bizzarro e mutevole. E’ giusto tenere conto delle loro esigenze, informarli costantemente sulle iniziative studiate e messe a punto per la salvaguardia della loro salute, ma anche per il loro benessere. L’acqua deve essere per tutti, in egual misura, e soprattutto deve essere pura, incontaminata”. L’AMAP tra i suoi progetti futuri ha intenzione di reperire nuove fonti di approvvigionamento e di costruire un nuovo impianto di dissalazione a Termini Imerese. “Sono allo studio delle strategie finalizzate al miglioramento della nostra rete idrica”. Presidente, Lei è stato relatore nel convegno organizzato a Roma il 23 giugno 2006 dall'associazione di Studi e Ricerche per il Mezzogiorno: questo significa che il modello AMAP è così vincente da poter essere esportato in altre zone d’Italia? “Lo ribadisco: il lavoro paga. Noi cerchiamo solo di migliorare i servizi a disposizione dei cittadini-utenti”. L’AMAP ha dato segnali sostanziali in favore della cultura della legalità. In particolare è piacevole ricordare che, nel 2006, ha deciso di fornire il proprio sostegno alla rassegna dal titolo “I love Corleone”, organizzata dal Centro Internazionale di Documentazione sulle Mafie e del Movimento Antimafia, in collaborazione con il Comune di Corleone. Di questo non si può che essere orgogliosi. “La legalità illumina il nostro cammino. Se ne sente parlare, ma non so in quanti la considerano un punto irrinunciabile nei rispettivi programmi. Per noi, comunque, lo è”. Molto interessante l’attivazione del nuovo servizio telematico self-service, per il pagamento delle bollette on-line “Abbiamo cercato di adeguarci ai tempi e di fornire un’ulteriore comodità agli utenti. Questo rientra noi nostri doveri, ma è anche un sacrosanto diritto di tutti i cittadini”. Lei ha affermato in più occasioni che determinate iniziative e manifestazioni portano grandi benefici alla città di Palermo, soprattutto in termini di conoscenza e di immagine. Un esempio è dato dalla manifestazione “Palermo apre le porte”, con l’apertura al pubblico delle sorgenti del Gabriele. Ma anche la partecipazione ad eventi culturali come il festival cinematografico dedicato all’ambiente rappresenta una presenza significativa dell’ente. “Abbiamo cercato di divulgare in modo capillare il nostro marchio e di renderlo appetibile. E poi, mi sembra giusto che i cittadini di Palermo, che sono anche nostri utenti, si riapproprino di un pezzo di territorio che li aiuta a capire l’importanza dell’acqua, svelandone quasi il mistero”. |
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