03/10/2007

 

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"S.O.S. ADOLESCENTI"

Prevenire è meglio che curare

di Maria Teresa Mascari

Dilaga sempre più il fenomeno del bullismo tra gli adolescenti di età compresa tra i 12 e i 15 anni. Un'irrefrenabile e sempre più crescente atteggiamento deviato, che di recente viene documentato attraverso le immagini inserite sui siti internet, che mettono in evidenza uno sfrenato desiderio di protagonismo.

Se il bullismo per definizione significa "prepotente spavalderia aggressiva e volgare" oggi ha subito una trasformazione radicale. Attraverso gli strumenti tecnologici, cellulari e computer, gli adolescenti si sono creati un mondo che li fa divenire protagonisti, attori e registi di un gioco che va oltre il limite dell'immaginazione. Ricatti, umiliazioni e violenze vengono immortalate e diffuse con estrema facilità. Purtroppo, e questo è un elemento di estrema gravità, le azioni di bullismo sono spesso concordate e programmate preventivamente.

Non hanno difficoltà ad agire a scuola, in palestra o in altri luoghi, sono fieri del loro operato e più possono stupire più sono gasati. Sono totalmente inconsapevoli delle conseguenze psicologiche verso cui possono andare incontro.

Oggi è esaltazione, ma quando cresceranno cosa penseranno di se? Quali traumi si saranno ed avranno provocato?

C’è da domandarsi quale responsabilità hanno i genitori rispetto a questo fenomeno. Forse manca la necessaria attenzione affinché l’educazione impartita determini, come è giusto che faccia, la nascita dei valori sani della convivenza nelle coscienze dei figli.

Resta il fatto che ogni sano principio allo stato attuale risulta sopraffatto dal bisogno di porsi al centro dell'attenzione nella forma più estrema.

Sono messaggi che i nostri piccoli, lasciati soli, vogliono mandare per manifestare un disagio? Oppure è il modello di una società che sviluppa valori negativi?

La cosa certa è che tutti sono invitati a riflettere su ciò che sta accadendo. Senza colpevolizzare a priori nessuno, anche perché ognuno di noi, a prescindere dal ruolo che ha, detiene una parte di responsabilità.

L'allarme è diffuso tra i genitori, la scuola e la pubblica sicurezza sono ovviamente allertati. Ma cosa fare? Come bloccare la propagazione del fenomeno?

Una maggiore presenza da parte dei genitori è un primo passo importante, soprattutto in questo periodo della crescita.

E' una fase molto difficile, poichè si scatena la classica tempesta ormonale che li spinge a sentirsi grandi, quando in realtà non lo sono. Accettarsi o farsi accettare dal gruppo anche con un "NO". E' un percorso difficile che da soli non possono affrontare, hanno bisogno di un supporto, e da chi se non dai genitori?

Un ruolo fondamentale è anche quello degli insegnanti, che non dovrebbero limitarsi a svolgere le lezioni, ma sforzarsi altresì di essere gli psicologi dei propri alunni, e rilevare con maggiore attenzione i loro disagi, che difficilmente i ragazzini riescono a celare. Non nascondere il problema, ma affrontarlo. Non sostituire i genitori, ma integrarsi con essi. Questo dovrebbe essere il momento dell'unione tra genitori e scuola, per affrontare congiuntamente i problemi che si presentano giorno dopo giorno. Se i nostri figli trascorrono buona parte della giornata tra le mura scolastiche, è giusto che si crei un rapporto di dialogo serio tra le due parti e non si limiti al solo rendimento scolastico, ma di concerto si cerchi di trovare delle soluzioni.

Non nascondiamoci dietro un "ai nostri figli non può accadere nulla", cerchiamo di essere vigili e facciamo in modo che abbiano maggiore stima e rispetto di se stessi in questa semplice e spensierata fase della vita "L'ADOLESCENZA".