03/10/2007

 

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10 marzo 2007 - Sanità all'avanguardia in Sicilia

Qualche decennio addietro i malati siciliani per curarsi dovevano affrontare i viaggi della speranza, destinazione il Nord Italia o l’Estero.

I viaggi della speranza, ma anche della disperazione, di chi, già stremato dalla malattia è stato costretto ad abbandonare casa ed affetti: e sono tanti che mantengono ancora questo triste ricordo.

Si, triste ricordo, possiamo dirlo oggi, visto che finalmente i protocolli scientifici per le cure sono finalmente condivisi, e che nella nostra isola esistono realtà sanitarie all'avanguardia sia nella ricerca che nella professionalità e nella tecnologia. 

La sanità siciliana vive una fase senz’altro contraddittoria in quanto molto ancora deve essere fatto, ma si è senz'altro conclusa l'era dei viaggi della speranza.

Le strutture pubbliche presentano ancora oggi delle contraddizioni in termini di capacità di fornire decorosamente il servizio sanitario, almeno questa è la percezione che hanno gli ammalati.

Accanto alle strutture pubbliche operano comunque alcune realtà private (convenzionate con il servizio pubblico) che invece rappresentano l'eccellenza.

A Palermo si possono menzionare tra le altre l’ISMETT e la clinica Maddalena, le quali, ognuna per il suo campo di riferimento, rappresentano realtà riconosciute in tutto il mondo.

La prima si è specializzata nei trapianti di organi, mentre la seconda nella cura dei tumori.

Proprio la clinica Maddalena ha ottenuto nei giorni scorsi il nulla osta per la realizzazione di un dipartimento oncologico da nuovi 61 posti  letto, in concomitanza con quello rilasciato all’ospedale Cervello di Palermo  per i padiglioni di Ematologia e Medicina trasfusionale, e per un centro materno infantile nel quartiere di San Lorenzo.

Ma vi è di più, anche se bisognerà attendere alcuni anni.

La Sicilia ospiterà una struttura internazionale che si occuperà esclusivamente di ricerca, sviluppo e tecnologia. Sono questi gli obiettivi della Fondazione Ri.Med che prevede la creazione in Sicilia di un’Istituto di Biotecnologie e Biomedicina. Il centro verrà realizzato in un’area fra Carini e Cinisi, a pochi km dall’aereoporto Falcone e Borsellino. Obiettivo della struttura: diventare un polo di riferimento per tutto quello che concerne la ricerca su un settore in continua crescita ed espansione come quello delle biotecnologie. Per costruire il nuovo Istituto è stato disposto nella precedente finanziaria un maxi finanziamento di 330 milioni di euro. Attualmente a Pittsburgh e a Palermo una squadra di architetti, scienziati ed amministratori sta delineando il progetto preliminare. Dall’inizio degli scavi, si conta di finire i lavori entro i prossimi 4-5 anni.
All’interno del nuovo centro verranno avviati numerosi programmi. Cinque le linee principali di ricerca: 1) lo sviluppo del molecular imaging, un gruppo di tecniche innovative che permettono di visualizzare “in vivo” il funzionamento dei geni responsabili delle malattie e gli effetti dei farmaci su di essi; 2) un programma di medicina rigenerativa che attraverso l’utilizzo di cellule staminali adulte punta a trovare soluzioni terapeutiche per le insufficienze terminali degli organi; 3) lo sviluppo di nuovi farmaci sulla base di dati di genomica ; 4) la produzione di nuovi vaccini; 5) lo sviluppo della computational biology una metodologia di studio del funzionamento delle molecole attraverso processi di simulazione al computer. Verranno anche condotti programmi di biologia strutturale, bioingegneria e neurobiologia.
La Regione Siciliana ha già individuato un’area dove sorgerà l’Istituto. Si tratta di un terreno fra Carini e Cinisi di circa 130 mila metri quadrati. L’Istituto, inoltre, concorrerà per ottenere i finanziamenti per le sue attività di ricerca dall’Unione Europea, dal National Institute of Health American e da tutti quegli enti pubblici e privati nazionali ed internazionali che finanziano la ricerca.
Presso il nuovo centro - quando sarà a pieno regime - potranno lavorare oltre 600 persone, altrettanti potrebbero trovare un’occupazione nell’indotto che la struttura aiuterebbe a sviluppare. Si tratterà per lo più di personale altamente qualificato: ricercatori di varie discipline, biologi, medici, ingegneri, tecnici iper specializzati. Il centro, inoltre, potrà avere effetti positivi anche sull’economia siciliana. Il settore delle biotecnologie è, infatti, un settore in estrema crescita e questo centro porrà la Sicilia in grado di essere altamente competitiva a livello mondiale. Stando a studi americani, per ogni dollaro investito si calcola che il ricavo è pari ad un dollaro e mezzo. Ciò contribuirà alla crescita occupazionale dell’Isola favorendo la nascita di un vero e proprio polo industriale nell’ambito delle biotecnologie e attirando scienziati e tecnici da tutto il Paese e da tutto il mondo.
A gestire l’Istituto di Biotecnologie è una fondazione composta da cinque soci: il Governo Italiano, la Regione Siciliana, il Consiglio Nazionale delle Ricerche, l’University of Pittsburgh Medical Center (UPMC) e l’University of Pittsburgh. Presidente della fondazione è Paolo Pucci di Benisichi, ambasciatore e segretario generale del Ministero degli Affari Esteri. L’University of Pittsburgh Medical Center (UPMC), dirige già l’Istituto Mediterraneo per i Trapianti e Terapie ad Alta Specializzazione (ISMETT) il centro trapianti di Palermo, considerato fra le migliori strutture del settore in tutta Italia. Inoltre l’UPMC e l’University of Pittsburgh sono fra le strutture che negli Stati Uniti più impegnate nel settore della ricerca biotech. Solamente nel 2002, l’Università di Pittsburgh ha ottenuto 22 brevetti e creato 5 ditte spin-out. L’UPMC e l’Università di Pittsburgh generano l’85% della ricerca condotta in Pennsylvania occidentale.