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01/07/2010 |
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TERZO CONGRESSO NAZIONALE DI MEDICINA INTEGRATA “QUANDO LA NATURA CURA”, LA COMUNITÀ SCIENTIFICA NAZIONALE SI È RIUNITA A PALERMO PER FARE IL PUNTO SUL TEMA DELL’ATTUALITÀ E DELLA COMPETITIVITÀ DELLE MEDICINE NON CONVENZIONALI NEL SISTEMA SANITARIO ITALIANO di Matteo Volpe e Massimo Pecoraro
Si è svolta con successo e grande partecipazione di pubblico la terza edizione del Congresso Nazionale di Medicina Integrata dal titolo “Quando la natura cura”, tenutosi presso l'Hotel “La Torre” a Mondello. Nella cornice della borgata marinara palermitana, quest'anno la comunità scientifica ha affrontato il tema della competitività delle medicine cosiddette non convenzionali nel Sistema Sanitario Nazionale. L'evento - realizzato anche grazie al contributo dell’Assemblea Regionale Siciliana e della Provincia Regionale di Palermo, patrocinato dall'Ordine dei Medici ed Odontoiatri e dall'Ordine dei Farmacisti di Palermo e Provincia, dal Collegio degli Ostetrici e dall'Utifarma Palermo - è stato un’importante occasione di confronto tra professionisti provenienti da ogni parte d’Italia, su temi di grande interesse quali l'impiego delle medicine non convenzionali a favore della salute femminile nel periodo della gravidanza, il rapporto costi e benefici tra farmaci tradizionali e omeopatici e gli effetti benefici della medicina ayurvedica nel rapporto privilegiato con la dimensione naturale, sotto l’egida dei tre presidenti del congresso: Giuseppe Scaglione (ginecologo-oncologo, ostetrico e omeopata) Giorgio Ciaccio (anestesista e omeopata) e Riccardo Nocifora, (cardiologo e omeopata). Conclusi i ringraziamenti iniziali di rito, il professore Scaglione ha introdotto l'intervento del collega Nocifora, dando il via al congresso: dopo un excursus sulle qualità del “medico di famiglia” che operava in passato, è stato tratteggiato un vivido ritratto del medico odierno, in particolare della sua vita professionale, caratterizzata da continue frustrazioni causate dai ritmi frenetici, da un rapporto troppo spesso conflittuale col paziente e dall'utilizzo ormai quasi abituale di analisi mediche, che comportano un costo non indifferente sia in termini di tempo che di denaro. La conseguenza più sensibile di questo stato di cose è stata la perdita progressiva di quell’“occhio clinico” che si acquisiva un tempo con l'esperienza diretta di visita al paziente e di analisi dei suoi sintomi: una dimensione che, secondo Nocifora, occorrerebbe recuperare anche attraverso la pratica della medicina omeopatica, alla quale un numero sempre più consistente di italiani ricorre per contrastare lo stress e i malesseri fisici meno gravi. “Occorre – ha detto - che un medico sia informato e competente rispetto a queste metodologie alternative, che offrono un ventaglio di possibilità curative efficaci e già sperimentate nel tempo - se si pensa che risalgono al Medioevo - ricollocando la figura del nuovo professionista in una posizione non distante da quella dei medici che operavano in passato”. Dello stesso tenore l’intervento della farmacista Giuseppina Caronna che, alla luce delle esperienze compiute sul campo, ha espresso preoccupazione in merito all'approccio che spesso i pazienti hanno con le medicine cosiddette “naturali”: interpretando l’aggettivazione “naturale” quale sinonimo di “innocuo”, i pazienti troppo frequentemente attuano superficiali ricerche su internet e ricorrono all'assunzione di sostanze delle quali ignorano provenienza, composizione ed effetti che realmente, esse hanno sul loro corpo: da qui, la necessità di affinare la formazione dei medici e dei farmacisti sul versante del rapporto con i “clienti”, attuando una diffusione adeguata di informazioni chiare, nette e prive di qualsivoglia ambiguità. Secondo la nota farmacista palermitana, inoltre, non sarebbe opportuno “parlare di competitività tra medicina convenzionale e metodi naturali, ma piuttosto di complementarietà, poiché è noto come molti metodi naturali possano essere affiancati da metodi convenzionali per annullarne gli effetti collaterali”. Durante il convegno, anche il professor Luigi Alio, direttore del Centro di uro - ginecologia dell'Unità Operativa di Ginecologia e Ostetricia di Palermo, ha promosso l’idea di integrare le due metodologie, con particolare attenzione rivolta alla salute femminile in occasione del parto, bandendo le pratiche invasive e cercando una terapia che rispetti l'equilibrio tra la salute della madre e quella del bambino. Una risposta, in tal senso, arriva sicuramente dai rimedi omeopatici o non convenzionali, quali l'agopuntura. A proposito del parto, decisamente vibrante e sentito è stato l'intervento dell'ostetrica Anna Maria Maccataio, che, dopo aver rievocato le gioie emozionali legate alla nascita di una nuova vita, ha ribadito l’importanza di non rendere asettica e impersonale la relazione medico-paziente, nella consapevolezza che “l'ostetrica non è solo una professionista, ma anche una mamma, e in quanto tale deve trasmettere serenità e sicurezza alla madre e al nascituro”. I lavori del congresso hanno previsto anche alcuni interventi dedicati alla medicina ayurvedica, a cura delle dottoresse Gabriella Geloso e Loredana Vitagliano. La medicina ayurvedica è olistica, ovvero considera il corpo come parte integrante della natura e del cosmo e si propone di curarlo a cominciare dalle condizioni di benessere mentale e comprensione intellettuale. L'ayurveda si occupa della cura della persona da tutti i punti di vista: fisicamente, , psichicamente e spiritualmente, prendendo in considerazione sia le patologie quanto lo stato di salute “normale”. Lo scopo è quello di aiutare sia i malati che le persone sane: i primi a curarsi, le seconde a mantenere il proprio benessere e prevenire le malattie. Al termine degli interventi che, a vario titolo, hanno riguardato la salute femminile, i relatori hanno proposto diverse possibilità di applicazione della medicina non convenzionale nei settori più prettamente tecnici e scientifici. Il dottor Giovanni Alberti, vice - presidente nazionale dell’Accademia Italiana di Medicina Estetica, ha illustrato le tecniche di approccio naturale a certe patologie ed inestetismi; il dottore Luciano Licandro, medico chirurgo specialista in Oculistica, ha invece condiviso le proprie esperienze nell’ambito delle patologie oculistiche e delle medicine integrate.
In
particolare il dottor Joseph Cannillo, direttore scientifico di
Forza Vitale Italia, ha parlato di “Spagyria ed Alchimia” e del
rapporto tra scienze antiche e tecniche Moderne. Durante i lavori, è stato confermato il dato relativo agli italiani che scelgono di curarsi con metodi non convenzionali: secondo le attuali stime, sarebbero 18 milioni i pazienti che privilegiano la medicina integrata, omeopatia in testa. Non va dimenticato che le discipline non convenzionali sono pienamente riconosciute dall'Unione Europea come metodi terapeutici veri a propri: alla luce di questi dati di fatto, sono in molti ad auspicare che la Sicilia faccia proprio il modello della Regione Toscana, che, nei mesi scorsi, ha stanziato un contributo di 100 mila euro per la realizzazione del primo ospedale di medicina integrata, dove sarà possibile curarsi con agopuntura, fitoterapia, omeopatia e medicina tradizionale cinese; il tutto, naturalmente, senza mettere da parte la medicina classica. A concludere l’assise è stato Edmondo Palmeri, medico specialista in Chirurgia Vascolare, esperto in medicina integrata e presidente della Libera Accademia di Medicina Biologica, che ha collaborato all’organizzazione del congresso. Rivolgendosi agli Ordini dei Medici e dei Farmacisti, Palmeri ha invitato i colleghi intervenuti a “mettere da parte gli obiettivi personali per collaborare insieme attivamente e stilare un documento unico, che dia la possibilità ai medici e ai farmacisti di integrare le due discipline curative, e sottoporlo all’attenzione della Regione Sicilia, e degli Ordini di competenza”. |
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