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ottobre 2007 | |
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La salvaguardia del patrimonio artistico ed architettonico in Sicilia di Maria Grazia Sclafani
La salvaguardia del
patrimonio artistico ed architettonico è il filo conduttore d A presentare il nuovo appuntamento editoriale sono intervenuti, presso la splendida cornice della sala San Michele della Biblioteca Comunale di Palermo, lo scrittore e saggista siciliano Vincenzo Consolo e lo storico dell’arte Sergio Troisi. Il nuovo numero della pubblicazione è incentrato sulla restituzione della Venere di Morgantina, che da anni è diventata l’emblema delle problematiche legate al recupero e alla salvaguardia dei beni artistici impropriamente esportati all’estero. Grazie all’opera del ministro dei Beni culturali Francesco Rutelli, sostenuto dall’assessore regionale Lino Leanza, la statua farà ritorno in Sicilia nel 2010, dopo lunghi anni di permanenza all’estero, assieme ad altri preziosi reperti antichi restituiti dall'America, in particolare dal Getty Museum di Los Angeles.
Alla statua di Venere o
Demetra, proveniente quasi sicuramente da Morgantina, è dedicata una parte
significativa della rivista: due articoli a firma di Clemente Marconi e
Caterina Greco illustrano la complessità degli aspetti che la caratterizzano
e aprono Ed ancora, il gruppo di studiosi dell’università di Palermo e di Sheffield, guidati dal professore Rosario Alaimo, presentano per la prima volta le analisi geologiche che confermano la provenienza della Venere dalla Sicilia. I campioni del materiale lapideo, infatti, hanno escluso tutte le ipotesi alternative di provenienza e costituiscono una fonte importante di notizie sulle cave antiche, la committenza, il luogo di destinazione finale dei materiali, spesso impiegati in grandiosi monumenti, contribuendo a ricostruire un quadro avvincente della situazione economica e culturale della Sicilia in epoca romana.
La conservazione e la
tutela del patrimonio storico e culturale di un popolo passano anche
attraverso la difesa e la rivalutazione della lingua. Il docente di letteratura italiana a Lille, dà notizia della presentazione, in uno dei saloni più prestigiosi dell’Università della Sorbona, del volume che raccoglie gli atti del convegno dedicato allo scrittore siciliano “Vincenzo Consolo, éthique et écriture”, curato da Dominique Budor, tenutosi nell’ottobre 2002. Un riconoscimento internazionale che giustamente premia uno dei maggiori scrittori italiani, la cui opera però è forse più apprezzata in Francia che in patria, secondo una vecchia consuetudine che riguarda molti nostri scrittori, non di rado scoperti e valorizzati oltralpe prima di essere apprezzati in Italia. L’articolo é corredato da foto che ritraggono Consolo insieme a personaggi del mondo della cultura, della letteratura e del giornalismo quali Dacia Maraini, Pier Paolo Pasolini, Eugenio Montale, Leonardo Sciascia, Lucio Piccolo, Etrio Fidora e Ignazio Buttitta. L’ autore di “Retablo” e de “Le pietre di Pantalica” ha parlato, durante il suo intervento, dell’invasione che l’italiano sta subendo a vantaggio delle lingue economicamente più forti. Le stesse che impropriamente espongono le nostre opere d’arte. La lingua concepita, quindi, come fabbrica della storia e della memoria, senza la quale non esiste prospettiva di futuro per nessun popolo. Una lingua, la nostra, fragile perché fragile è la nostra società dal punto di vista economico, se rapportata a Paesi più potenti. “La nostra lingua non ha bacini di utenza vasti come quelli inglesi o come quelli spagnoli, e poiché non abbiamo avuto colonie - afferma Consolo- l’italiano si parla solamente nella nostra piccola penisola”. “A causa della rivoluzione tecnologica, e del conseguente sviluppo economico – - sostiene lo scrittore - questa nostra lingua, che è una lingua complessa e bellissima, forse una delle lingue più belle che esistano al mondo, ma anche una lingua fragile, sta per essere rubata da lingue che non appartengono alla nostra storia.” Lo scrittore siciliano ha affermato di interpretare come segnale di buon auspicio il ritorno della Venere di Morgantina in Sicilia e ha sottolineato l’importanza del rinnovato rapporto della collettività con i beni culturali, che danno ai popoli la consapevolezza dei diritti soggettivamente percepiti. Tra gli altri argomenti presenti all’interno della rivista, anche un profilo di Raffaello Politi, personalità tra le più creative del collezionismo antiquario, uno scritto su Rosalia Novelli, pittrice del Seicento e un articolo su una delle mostre di pittura più interessanti della stagione, dedicata a Fabrizio Clerici. |
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