La dispersione scolastica in Sicilia scende dal 18,8% al 13,7%

In Sicilia la dispersione scolastica esplicita è scesa dal 18,8% del 2022 al 13,7% del 2025. Prevista una ulteriore riduzione al 12% nel 2026. Si tratta di risultati senza precedenti, i cui numeri sono stati commentati dal Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, intervenuto agli Stati Generali dell’Istruzione, nell’ambito dell’evento La Sicilia fa Scuola, presso i Cantieri Culturali alla Zisa di Palermo. Ha affermato il ministro: “La Sicilia ha una dispersione esplicita che si avvia a essere inferiore a quella della Germania. È la dimostrazione concreta che, quando si investe nella scuola con determinazione, i risultati arrivano. Dal 2022 abbiamo stanziato oltre 2,1 miliardi di euro per l’istruzione nell’Isola, di cui oltre 1,150 miliardi per l’edilizia scolastica. “Questa trasformazione riguarda tutto il Mezzogiorno, al quale abbiamo destinato oltre il 56% dei nuovi posti negli asili nido, quasi il 56% degli interventi sulle mense scolastiche e oltre il 51% degli investimenti nelle palestre. Abbiamo superato gli obiettivi del PNRR, rafforzato il tempo scuola, contrastato l’abbandono e avvicinato la formazione al mondo del lavoro con la riforma del 4+2, che proprio al Sud sta riscuotendo grande entusiasmo”. Il dato della dispersione esplicita è “visibile” perché lo studente lascia la scuola o non la frequenta, ed i dati registrati fino al 2025 sono più che confortanti. Resta comunque il problema della dispersione implicita, quella che riguarda chi il diploma di maturità lo ottiene regolarmente, ma arriva alla fine del ciclo scolastico senza possedere le competenze minime di base (in italiano, matematica e inglese) previste dal proprio livello.



