Buona la prima dei Rosanero

di Lorenzo Spagnolo. Buona la prima, ma a differenza del programma televisivo dei primi anni 2000, dove i due attori comici principali non avendo un copione dovevano improvvisare, stasera il Palermo, al contrario, ha recitato a soggetto, seguendo i dettami tattici del suo condottiero in panca, che in poco meno di 50 giorni sta dando una fisionomia tattica e caratteriale alla sua squadra. Buona la prima stagionale, con il record di presenze (oltre 30mila) da quando la proprietà è targata CFG. La vecchia Favorita sfoggia un’altra coreografia con lo sventolio dei colori sociali, i due colori che il popolo palermitano ama. La gente trascina la squadra e viceversa, e questo è il primo segnale di un cambiamento quasi totale. La prima rete del capitano, che poteva essere simbolica, è stata vanificata dalla tecnologia che ha il potere di smorzare quell’ urlo liberatorio e che ti sballotta da un punto ad un altro della curva. Il primo gol della nuova stagione lo segna “u vichingo”(Pohjanpalo), viene più facile a chiamarlo così, che avventurarsi in uno scioglilingua che rischia di tramutarsi in qualcosa di più hard. Dopo azioni su azioni e parate su parate del portiere della compagine di Reggio Emilia (Reggiana) come spesso succede, gol sbagliato gol subito. Per una manciata di minuti riappaiono i fantasmi del passato, dove le rimonte erano all’ordine di ogni partita. Ma come detto il cambiamento è in arrivo ed ecco che subito si torna in vantaggio; adesso l’urlo è liberatorio e non c’è nessun Var ed arbitro che tenga. I minuti finali passano, in curva uno striscione manda un messaggio d’amore e vicinanza per Magnani che sta vivendo un periodo della sua vita non semplice. Al triplice fischio canti e cori per tutti. La folla svuota i gradoni portando con sé le bandierine come cimeli di una stagione che potrebbe essere magica. Buona la prima…




