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Cometa interstellare 3I/ATLAS: oggetto artificiale?

Gli astronomi del mondo si dividono nelle valutazioni rispetto alle origini della cometa interstellare 3I/ATLAS, recentemente entrata nel nostro Sistema Solare. Si tratta di un caso unico, il terzo oggetto di provenienza extrasolare mai scoperto (dopo 1I/ʻOumuamua nel 2017 e 2I/Borisov nel 2019), osservato, tra gli altri, dal telescopio Keck alle Hawaii, da Hubble, del James Webb Space Telescope e dal Very Large Telescope in Cile. In maniera più ravvicinata la cometa è stata osservata, nella prima settimana di ottobre, da due sonde orbitanti per Marte, ExoMars Trace Gas Orbiter (TGO) e la sonda Mars Express dell’ESA.

La cometa ha attraversato la regione interna del Sistema Solare, arrivando a transitare nei pressi di Marte. Allo stato attuale percorre un tracciato dietro al sole e per queste ragioni non è visibile dalla terra. Tornerà visibile a novembre e potrà essere osservata per diversi mesi. La disputa sulle origini della cometa riguarda la sua struttura che presenterebbe una grande presenza di nichel e nessuna traccia di ferro. il nichel sembra derivare da composti come il tetracarbonile di nichel, una molecola che sulla Terra si forma solo in ambito industriale. Da qui l’ipotesi di alcuni ricercatori sulla sua possibile natura artificiale. L’oggetto stellare contiene grandi quantità d’acqua, monossido di carbonio, polveri e molecole azotate come cianuro e acido cianidrico, sostanze chiave per la chimica prebiotica (studio delle fasi che precedono la vita).

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