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In Sicilia meno nascite, popolazione in diminuzione, divorzi in aumento e maggiore percentuale di giovani che non studiano e non lavorano

La Sicilia perde residenti e nuovi nati secondo i dati forniti da ISTAT per l’anno 2023. Nonostante questa flessione la regione mantiene una delle percentuali più alte di fecondità a livello Italia. Primato anche sul numero di separazioni e divorzi e sul numero di giovani che non studiano e non lavorano (età compresa tra i 20 e i 24).

Secondo i dati contenuti nel Censimento permanente della popolazione e delle abitazioni ISTAT del dicembre 2023, la popolazione in Italia era di 58.971.230 individui. La popolazione residente in Sicilia, sempre in base allo stesso Censimento era di 4.797.359, l’8,1% della popolazione italiana. La Sicilia rispetto al dato nazionale, sostanzialmente stabile, ha visto registrare una flessione di 16.657 unità nella regione (-0,3%) rispetto all’anno precedente, il 2022.

Il 2023 ha registrato un nuovo record di denatalità. I nati sono stati 35.489 (-1.321 rispetto al 2022). Ciononostante, la Sicilia nel 2023 ha registrato un tasso di fecondità (1,32 per donna) maggiore di tutte le altre regioni italiane esclusa la provincia di Bolzano (1,57) ed il Trentino-Alto Adige (1,43).

Nel 2023 si è ridotta la mortalità (-2.680 decessi rispetto all’anno precedente). Il tasso di mortalità è diminuito dal 12,3 all’11,8 per mille. Maggiore tasso di longevità per le donne siciliane, che rappresentano il 51,2% della popolazione residente, superando gli uomini di oltre 118mila unità. L’età media è passata dai 45,2 anni del 2022 ai 45,4 anni del 2023. Messina ed Enna le province più anziane (47,0 e 46,7 anni).

Gli stranieri censiti nel 2023 in Sicilia sono 196.919 (+5.551 rispetto al 2022), corrispondenti al 4,1% della popolazione regionale. La provenienza è prevalentemente della Romania (24,0%), della Tunisia (12,0%) e del Marocco (8,1%). 

In Sicilia ci si separa e divorzia più che nelle altre regioni d’Italia.

Nel 2023, il tasso generico di separazione per 10 mila abitanti (14,0 a livello nazionale) raggiunge il picco in Sicilia (17,1), seguita da Campania (16,8) e Calabria (16,1), e il minimo nella Provincia autonoma di Bolzano (9,3). Il tasso generico di divorzialità per 10 mila abitanti, a fronte di un valore medio nazionale di 13,5, vede in testa alla graduatoria Sardegna (15,8) e Sicilia (15,7) mentre, all’ultimo posto, si colloca la Provincia autonoma di Bolzano (9,3).

Sicilia con una alta percentuale di giovani che non studiano e non lavorano.

Nel 2024, la quota di giovani che non lavorano e non studiano (NEET) è del 10,7 per cento nel Centro-nord e del 23,3 per cento nel Mezzogiorno. I valori superiori alla media nazionale si registrano solamente nelle regioni del Mezzogiorno. I valori più bassi si registrano nelle Province autonome di Bolzano/Bozen (8,0 per cento) e Trento (7,3 per cento).

Purtroppo, la Sicilia si attesta con una percentuale significativamente più alta della media nazionale pari al 25,7 per cento. Peggio di lei solo la Calabria con il 26,2 per cento.

Pochi anche i giovani laureati in Sicilia.

Nella classe di età 25-34 anni si registra un divario tra Centro-Nord e Centro-Sud anche in relazione al numero di laureati: nel Centro-nord, la quota di laureati è del 34,7 per cento, mentre scende al 25,9 per cento nel Mezzogiorno, dove Puglia e Sicilia registrano i valori più bassi (rispettivamente, 24,4 per cento e 23,2 per cento).

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