La crisi Rosanero

di Lorenzo Spagnolo. Come citava Agatha Christie, un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova”. Ecco che l’ennesima prova casalinga, incolore, senza nerbo, ed in balia dell’avversario, porta in un sol colpo al ridimensionamento del gruppo di Inzaghi e fa intravedere all’orizzonte i fantasmi delle passate stagioni targate City Group. La sonante sconfitta certifica che al momento il Palermo non è una corazzata e non è squadra da poter ambire al salto diretto in A. In un sol colpo perdi la seconda partita e prendi tre gol; gli stessi che avevi incassato in 6 gare. Perdi certezze, entusiasmo e fiducia. Che il Monza era superiore lo si sapeva poiché tra le proprie file c’erano giocatori che qualche mese fa gravitavano nel giro della nazionale. Ma essere surclassati no; questo lo si temeva ma non si pensava. Il tifo ha risposto presente anche per questa partita, con oltre 26 spettatori. Perdere questo entusiasmo a Palermo è un attimo, ed il precario equilibrio nelle valutazioni rischia di distruggere tutto quello che di buono è stato costruito nei mesi precedenti. Il Monza è l’emblema di quella che deve essere una squadra che affronta la serie B. Un mix di giocatori di corsa, fisicità, tecnica ed esperienza. Adesso la palla passa al buon Pippo Inzaghi che dovrà cercare di ritornare a ridare equilibrio a questa squadra, e trovare soluzioni per sfruttare al meglio il materiale umano. Che il proseguo sia un buon 125° compleanno del nostro amato Palermo.



