
Alberto Samonà è giornalista, scrittore e da anni si occupa di beni culturali. Lo fa come consigliere di amministrazione del Parco archeologico del Colosseo e membro del Comitato scientifico del Parco archeologico dell’Appia Antica a Roma, nonostante sia siciliano doc. In Sicilia cura importanti progetti di comunicazione legati al patrimonio culturale. Tra questi c’è la comunicazione del “Segesta Teatro Festival”, la rassegna di teatro, musica e danza organizzata ogni anno dal Parco archeologico di Segesta, con il drammaturgo Claudio Collovà come direttore artistico, che quest’anno ha raggiunto numeri record.
L’edizione 2025 del Segesta Teatro Festival ha registrato numeri record. Il merito è anche della comunicazione e del suo coordinamento?
Il Segesta Teatro Festival è ormai un marchio consolidato, atteso ogni anno dal pubblico più appassionato. La posizione strategica del Teatro Antico, vicino a centri come Trapani, Castellammare e Alcamo, ma facilmente raggiungibile anche da Palermo, Castelvetrano o Mazara del Vallo, contribuisce certamente all’attrattività. Detto questo, la comunicazione gioca un ruolo determinante: campagne sui social, articoli su testate locali e nazionali, servizi televisivi costanti e una distribuzione capillare del materiale promozionale con largo anticipo aiutano a creare una visibilità continua e crescente. Tutto questo, insieme al lavoro di squadra, contribuisce ai risultati che vediamo oggi.
Quest’anno la concorrenza tra festival e rassegne era particolarmente intensa. Come ha reagito Segesta?
È stata un’estate ricca di proposte culturali, soprattutto nel Trapanese, alcune delle quali gratuite, eppure Segesta si conferma tra i cartelloni più seguiti del Centro-Sud Italia. I numeri parlano chiaro: 17 mila spettatori in un mese di spettacoli, con diversi sold out; 11 concerti; 20 rappresentazioni teatrali di 10 compagnie diverse; 4 coreografie; 6 prime nazionali; 8 compagnie under 35. Il pubblico ha trovato nel cartellone spunti diversi: dalla tragedia classica alla commedia latina, dalla musica d’autore agli spettacoli all’alba, fino alla danza contemporanea. Tutto questo grazie alle scelte artistiche di Claudio Collovà e al sostegno del direttore del Parco Archeologico, Luigi Biondo.
Com’è coordinare la comunicazione di un festival così lungo e complesso?
Coordinare la comunicazione di Segesta richiede un lavoro meticoloso e continuo. È un risultato collettivo: non c’è solo la mia direzione, ma il grande lavoro dello staff di comunicazione, tra giornalisti, social media, fotografi e vide operatori, della segreteria del festival, degli uffici del Parco, dei ragazzi della Proloco e di tutti coloro che ogni giorno garantiscono che i messaggi arrivino al pubblico nel modo giusto. Ci vuole coordinazione, tempestività e, soprattutto, passione. Solo con una squadra affiatata si riescono a raggiungere risultati di questo livello.
Può darci qualche dato sul trend di crescita del festival?
Nel 2022 il festival aveva registrato circa 8 mila spettatori, un ottimo risultato per quell’anno. Ricordiamoci che si usciva dalle restrizioni del covid. Da quando ho iniziato a curarne la comunicazione, negli ultimi tre anni, il numero di spettatori è cresciuto costantemente, fino a raddoppiare nel 2025. Questo trend testimonia la grande qualità del cartellone, ma anche l’efficacia di una comunicazione coerente e strategica.
Programmi immediati?
L’obiettivo principale è consolidare ulteriormente il Segesta Teatro Festival come riferimento culturale nazionale. Parallelamente, insieme agli amici Andrea e Manuela, anima e fulcro di Terzo Millennio Progetti Artistici, stiamo già lavorando alla prossima edizione del Barbablù Fest, un festival che ho l’onore di dirigere e che si svolge a Morgantina (Aidone), nel cuore della Sicilia. Nato da un’intuizione di Pietrangelo Buttafuoco, il festival, in modo sobrio e non invasivo, far scoprire è riuscito a far scoprire a molti la splendida area archeologica di Morgantina, che considero uno dei luoghi più belli, seppur ancora poco conosciuti, della nostra amata Sicilia. Continuerò inoltre il mio impegno costante come consigliere di amministrazione del Parco Archeologico del Colosseo, che nel 2024 ha registrato il più alto numero di visitatori tra tutti i monumenti italiani, e come componente del Comitato scientifico del Parco Archeologico dell’Appia Antica, custode di tesori straordinari come, giusto per citarne un paio, la Villa dei Quintili, le catacombe di San Sebastiano e le meravigliose tracce dell’antica Via Appia. Insomma, tanti progetti e responsabilità, tutti legati alla valorizzazione e alla promozione della cultura e del patrimonio culturale, con l’obiettivo di rendere la storia e l’arte sempre più accessibili e coinvolgenti per il grande pubblico. Insieme a nuovi progetti di comunicazione in Sicilia e in altre parti d’Italia, facendo in modo che sempre più persone possano avvicinarsi al nostro patrimonio storico e artistico.




