Economia

Il rapporto 2025 Act Tank Sicilia: regione in crescita

Il rapporto 2025 Act Tank Sicilia di The European House – Ambrosetti e Regione Sicilia, “Strategie e politiche per una Sicilia al centro del Mediterraneo, aperta, attrattiva e connessa”, restituisce un quadro dell’Isola particolarmente positivo e favorevole. Secondo il rapporto presentato il 30 ottobre 2025 presso il Palazzo Auditorium Branciforte, tra tutte le regioni d’Italia la Sicilia risulta posizionarsi all’ottavo posto come PIL (prodotto interno lordo); dato che però rilevato come PIL pro-capite le vede relegata al penultimo posto. Tra i diversi settori economici trainanti, il peso più rilevante è quello del primario (agricoltura, silvicoltura e pesca) e dalla Pubblica Amministrazione. Con riferimento all’export, quello siciliano nel 2024 è stato pari a 13,2 miliardi di euro –10° valore in Italia e 2° nel Sud dopo la Campania (21,7 miliardi di euro). Nel confronto nazionale il gap da recuperare è ancora ampio: la Regione è solo 16a in Italia per peso dell’export sul proprio PIL (13,1%), con un valore inferiore di oltre 2 volte rispetto alla media nazionale e tra le Regioni del Sud davanti solo a Puglia e Calabria. Con riferimento alla ripartizione settoriale dell’export della Sicilia, il 92,4% è imputabile ai prodotti manifatturieri, il 5,2% al settore primario (agricoltura, silvicoltura e pesca) e il restante 2,4% tra gli altri settori. Il 62,8% dell’export è generato da coke e prodotti petroliferi, seguito da agroalimentare (8,6%), chimica (7,9%), elettronica (6,1%) e apparecchi elettrici (5,6%). Per quanto riguarda l’analisi delle principali variabili sociali, nel 2024 rispetto al 2019 (pre-COVID) la Sicilia è la prima Regione italiana per incremento del tasso di occupazione, con un aumento di 5,6 punti percentuali. Ciò si deve anche al fatto che l’Isola parte da livelli occupazionali tra i più bassi d’Italia. Inoltre, dalla scomposizione del tasso di occupazione si ricava un gap sfavorevole per giovani e donne. Oggi la Sicilia è terzultima in Italia per tasso di occupazione femminile (34,9% contro il 53,3% a livello nazionale) e quintultima per differenza tra il tasso di occupazione maschile e quello femminile (24 punti percentuali contro una media italiana di 17,8).

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